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Giovedì, 18 Agosto 2022
Calcio

I 40 anni di Antonio Cassano: da Bari Vecchia ai palcoscenici mondiali tra talento e colpi di 'testa'

Il genio del calcio originario del capoluogo pugliese spegne quaranta candeline. I passaggi più importanti della sua controversa carriera

Fantantonio, El Pibe de Bari Vecchia, Peter Pan. Sono solo alcuni dei soprannomi affibbiati ad Antonio Cassano, uno dei talenti più fulgidi prodotti dal calcio italiano, che oggi compie 40 anni.

Nato il giorno dopo il trionfo dell'Italia a Spagna '82, quasi come se il pallone fosse impresso a fuoco nel suo destino, Cassano è cresciuto tra i vicoli di Bari Vecchia, lì dove si divertiva a giocare facendo segnare piogge di gol ai compagni più scarsi. Grazie al calcio è riuscito a dribblare anche le insidie di un'infanzia difficile. Come lui stesso ha più volte ricordato in varie interviste, si può dire che a salvarlo dall'intraprendere una cattiva strada sia stato quel gol da antologia, realizzato in una fredda serata del 1999 al San Nicola con la maglia del Bari contro l'Inter, una giornata dopo l'esordio nel derby col Lecce, voluto dall'allora allenatore biancorosso Eugenio Fascetti.

Una rete che gli ha letteralmente cambiato la vita. Dopo quella prodezza contro i nerazzurri vista e rivista all'infinito da ogni amante di questo sport, per il talento del Borgo Antico è iniziata l'ascesa nel grande calcio. Dal Bari dei Matarrese, che lottava per la salvezza, Cassano fu venduto alla Roma per una cifra che all'epoca era da capogiro (60 miliardi di lire, 50 cash più il cartellino di Gaetano D'Agostino).

Dalla Città Vecchia alla Champions 

Con i giallorossi per il giovane Antonio si spalancarono le porte dei palcoscenici più prestigiosi, su tutti la Champions League. Lì ha coronato il sogno di giocare col suo idolo di sempre, Francesco Totti, di cui divenne grande amico e con cui ha formato una coppia formidabile. Tuttavia, proprio durante l'esperienza nella Capitale emerse con prepotenza il suo carattere fumantino a causa del quale, dopo quattro stagioni e mezza condite da prodezze e 'colpi di testa', finì ai margini della rosa e fu ceduto.

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Nonostante le sue turbolenze (per cui fu coniato un termine specifico, le 'cassanate') sul campo e fuori, Cassano è riuscito persino a giocare per il Real Madrid, uno dei club più blasonati al mondo che all'epoca, come oggi, era una squadra infarcita di stelle. A volerlo fu il mentore Fabio Capello, che lo aveva già allenato alla Roma. Anche a Madrid, però, le cose non andarono per il verso giusto, poiché Fantantonio si mise in luce più per i suoi eccessi fuori dal campo che per il suo talento. Tra problemi di peso (fu soprannominato El Gordito per le sua scarsa forma) e notti brave, anche l'avventura spagnola si concluse in maniera piuttosto burrascosa.

Una volta fatto ritorno in Italia, Cassano ha vissuto una fase di rilancio della sua carriera con la Sampdoria (formò una coppia estremamente prolifica con Giampaolo Pazzini), poi ha vinto uno Scudetto col Milan e ha giocato anche con l'Inter, squadra che tifava da bambino. Il Parma e di nuovo la Samp sono state le ultime tappe di una carriera, in cui ha vestito anche la maglia della Nazionale, partecipando a due europei e un mondiale.

La fine della carriera e il rifiuto al Bari 

La sua traiettoria da professionista si è conclusa nel 2017 dopo aver iniziato la preparazione estiva con l'Hellas Verona, con cui firmò un contratto che poi risolse prima dell'inizio del campionato. Cassano ha fatto parlare di sé anche per aver rifiutato la possibilità di chiudere la propria carriera vestendo la maglia del Bari (che lo cercò ai tempi della presidenza di Gianluca Paparesta), per non allontanarsi dalla 'sua' Genova, città che lo ha adottato. Una scelta che molti suoi concittadini non gli hanno perdonato. "Se avesse avuto la testa..." è tra le frasi più ricorrenti quando si parla di lui, ma Antonio Cassano è così, prendere o lasciare.

Il presente da opinionista e la baby promessa 

Oggi chi gli è rimasto affezionato può continuare a seguirlo nelle vesti di opinionista della BoboTV, programma di calcio online, a cui partecipa con l'altro ex biancorosso Nicola Ventola e con gli amici Bobo Vieri e Lele Adani. Nell'ambito di quel format, per certi versi rivoluzionario, è solito dispensare opinioni dissacranti (famosi i suoi attacchi al gioco di Allegri e a Cristiano Ronaldo) sui protagonisti del calcio odierno e i suoi video spesso diventano virali (celebre il tormentone Chapeau!).

In tanti vorrebbero rivedere le sue prodezze sul campo ma vista l'età ciò è ormai è poossibile soltanto attraverso i video su YouTube, eppure in qualche modo, per i fan più accaniti sembra esserci una piccola speranza di vedere presto all'opera un altro Cassano. Ai più attenti, infatti, non saranno sfuggiti i video che circolano sul web di Christopher, il più grande dei due figli avuti dalla moglie Carolina Marcialis (l'altro è Lionel, chiamato così in onore di Messi per cui Cassano nutre una vera e propria venerazione): classe 2011, gioca nell'academy della Virtus Entella e col pallone tra i piedi ricorda tremendamente il papà nelle movenze e nello stile. Come tutti i figli d'arte, il ragazzo potrebbe dover fare i conti con le eccessive aspettative legate al cognome, ma a vederlo sul prato col pallone tra i piedi è netta l'impressione che abbia le potenzialità per ripercorrere i passi del padre, se non di fare addirittura meglio di lui.

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