Venerdì, 30 Luglio 2021
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Caos movida nell'Umbertino, l'assessora Palone: "Serve responsabilità ed educazione delle persone, non repressione"

La responsabile alle Attività produttive del Comune affronta la questione degli assembramenti davanti ai locali del rione centrale di Bari: " I controlli ci sono e le multe anche, ma non si può pensare di utilizzare un poliziotto per ogni persona"

“È necessario un forte senso di responsabilità delle persone accompagnato da educazione e rispetto del luogo pubblico”. Carla Palone spiega come il rimedio a schiamazzi, disordini e movida molesta nel centrale quartiere Umbertino di Bari non sia altro che il buon senso. Degli avventori, prima di tutto, e di alcuni ristoratori. Lo fa in merito alle polemiche di questi giorni alimentate dai residenti della zona dove si concentrano il maggior numero di locali del rione, tra assembramenti, vociare e urla anche in ore notturne, rifiuti lasciati in ogni dove e, anche, insulti rivolti alle forze di polizia intervenute.

“La maggior parte - spiega l’assessora comunale alle Attività produttive – collabora con l’amministrazione e la polizia locale, sono pochi quelli che badano solo a fare incassi. Anche perché sanno che alla terza contravvenzione rischiano la chiusura del locale. I controlli ci sono e le multe anche, ma non si può pensare di utilizzare un poliziotto per ogni persona che stanzia a bere fuori dai locali. Bisogna trovare un equilibrio tra il diritto dei gestori di lavorare, quello delle persone di uscire e dei residenti di non essere disturbati nelle ore notturne”. Punto di equilibrio non semplice da trovare, cui l’amministrazione comunale sarebbe lavorando con un dialogo costante tra le parti.

“Purtroppo è un problema che non riguarda solo quella zona, si pensi a piazza del Ferrarese o a Poggiofranco, e non riguarda solo Bari, ma anche altre città. Sono in contatto con colleghi assessori anche di altre comunità, da Milano e Roma, ci sono delle questioni uguali per tutti. Dopo mesi di isolamento le persone, non solo giovanissimi, hanno voglia di ritrovarsi in strada, anche se questo non giustifica certo gli assembramenti e gli schiamazzi notturni sotto i portoni di residenti che, magari, d’estate, hanno voglia di riposare con le finestre aperte. Ripeto, la soluzione è la consapevolezza e il buon senso, so che anche i gestori dei locali provano a sensibilizzare i loro clienti, ma non è facile. Basta un singolo o un gruppo di indisciplinati per rovinare il lavoro e la quiete altrui. Con l’apertura delle spiagge, speriamo, che i ragazzi trovino spazi per divertirsi e stare assieme lontano dal centro abitato”.

Allo stesso modo, Palone, sottolinea che qualora gli appelli alla consapevolezza e alla buona educazione non bastassero si dovrà intervenire. “Imporre di non sostare davanti ai locali – spiega ancora - è un’azione forte, cui non vorremmo mai arrivare. La strada è quella del dialogo e della collaborazione tra tutti, se ciò non dovesse bastare a quel punto dovremmo intervenire in qualche modo”.

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