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Camminatori, ragazzi in Work away e migranti, l'ostello HaBari è un successo: "Pieni in estate, siamo felici"

La nuova struttura ricettiva nata dall’idea di tre amiche, Roberta Caggese, Silvia De Facendis e Claudia Vizioli ha aperto in piena pandemia e segnala la ripresa el settore

Da qualche giorno si sono intensificati i gruppi di camminatori provenienti da tutta Europa diretti sulla via Francigena e il Cammino Materano. Nei mesi precedenti giovani turisti con zaino in spalla, viaggiatori in solitario, e famiglie. Dal primo giugno, giorno effettivo dell’inaugurazione, a fine settembre, l’ostello HaBari è stato sempre pieno. Un successo per la nuova struttura ricettiva del capoluogo pugliese nata dall’idea di tre amiche, Roberta Caggese, Silvia De Facendis e Claudia Vizioli in via Calefati, al numero 249.

HaBari, che sta per 'Ciao' in lingua Swaili, è una giovane impresa che dà possibilità di lavoro in maniera inclusiva a persone in difficoltà, tra i quali migranti, di stage a studenti e ragazzi, e ospita giovani impegnati col circuito Work away, pronti a dare una mano nella ricezione, e poi artisti, musica, teatro e appuntamenti culturali da condividere con gli ospiti. Un ostello dove i 12 posti suddivisi tra le camere colorate hanno il nome di Sudamerica, Asia e Africa. Posti sempre pieni nei mesi estivi, segno della ripresa del settore ricettivo a Bari e del ritorno, si spera duraturo, alla normalità. Un risultato enorme che premia chi si è lanciato in questa avventura nel momento più difficile della storia recente.

“Siamo molto soddisfatte – racconta Vizioli – sia per il risultato, che ci dice come una struttura come la nostra potesse trovare spazio a Bari, e sia per le bellissime esperienze nate spontaneamente. Abbiamo conosciuto ragazzi che hanno deciso di proseguire qui la loro vacanza, facendo riferimento a noi, tornando dopo un piccolo tour in Puglia. Altri che hanno scelto dopo aver conosciuto la nostra realtà di iniziare l’esperienza del Work away. Persone di 60 anni e famiglie con bambini, sono nate amicizie e nuove esperienze”.

Tra queste quella di Marta, ragazza polacca che ha scelto il Work away, dopo il soggiorno ad HaBari, quella di una ragazza tedesca che in questo periodo dà una mano all’ostello in cambio di ospitalità, e quella con l’Università. “Abbiamo stipulato una convenzione – spiega ancora Vizioli – che col programma Portiamo valore permette a studenti di stare qui da noi a fare un’esperienza formativa, un tirocinio che dà accesso anche a crediti formativi”. Non solo. Rimane sempre l’attenzione verso le persone in difficoltà. All’esordio HaBari aveva dato la possibilità a una ragazza di origine nigeriana di seguire un stage e poi essere assunta. Così come ora alla reception si trovano un ragazzo del Gambia, arrivato in Italia come rifugiato politico, ora studente di scienze politiche, e un altro del Perù, che aveva perso il lavoro a causa della crisi della pandemia Covid. “È molto bello ciò che accade, assistere agli incontri, alle amicizie e alle collaborazioni che nascono tra studenti dell’Università e 60enni in cammino, o ragazzi che viaggiano facendo esperienza. Siamo davvero felici”.

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