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La Kailìa peuceta e i suoi tesori, nel castello di Ceglie nasce uno spazio museale con le riproduzioni degli antichi reperti

Le ceramiche, realizzate dal maestro Anti di Grottaglie, sono il frutto dell'iniziativa 'Adotta la storia' lanciata dall'associazione Kailìa: sedici 'mecenati del territorio' hanno risposto all'appello, finanziando la produzione delle copie

Raccontare l'antica Kailìa attraverso i suoi tesori, e avvicinare i cittadini alla scoperta di un patrimonio archeologico ancora poco conosciuto, riportando 'a casa' alcuni dei reperti che testimoniano la storia della Ceglie peuceta. Come? Attraverso delle sapienti riproduzioni di quelle ceramiche oggi custodite in musei italiani e all'estero, che verranno esposte nel castello di Ceglie di Campo. 

Il progetto, presentato a inizio anno dall'associazione Kailìa, ha preso corpo in questi mesi, grazie ai tanti 'mecenati del territorio' (aziende, ma anche privati), che hanno risposto all'appello lanciato con l'iniziativa 'Adotta la storia', decidendo di finanziare la realizzazione di una ceramica. Sedici al momento le opere riprodotte (ma altre sono pronte ad aggiungersi), realizzate dal maestro ceramista Anti di Grottaglie. Venerdì prossimo, 3 dicembre, nel corso di una piccola cerimonia le opere verranno ufficialmente affidate da coloro che le hanno 'adottate' all'associazione Kailìa, per essere poi esposte nel percorso museale allestito nel castello di Ceglie. L'apertura ai visitatori è prevista per il nuovo anno.

"La maggior parte delle riproduzioni riguarda opere che provengono dai musei di Bari e Taranto, ma ci sono anche reperti conservati in altre città italiane, e all'estero - racconta Giuseppe Laricchia - Ad esempio, c'è una patera, un piatto, della collezione Keller di Berlino, e due inediti. Si tratta di due reperti che sono custoditi nel Museo archeologico di Napoli ma non esposti, sono nei depositi". Le ceramiche - spiega ancora Laricchia - "sono state realizzate grazie all'esperienza, alla maestria, alla meticolosità del ceramista Anti. Ovviamente non sono uguali al 100%, sono riprodotte in maniera fedele, ma con un particolare che in ognuno cambia rispetto all'originale".

"La nostra iniziativa - chiarisce ancora il presidente dell'associazione Kailìa - è pensata per stimolare la curiosità dei visitatori, dando un piccolo assaggio di un patrimonio in parte ancora poco conosciuto dai non addetti ai lavori, quando invece ci sono molti studi su Ceglie, è stata una località importante. Chi viene da noi trova solo una ceramica appartenente a una determinata collezione, ma magari viene incuriosito e spinto ad andare a visitare il museo in cui si trova, almeno nel caso di quelli più vicini, come Bari o Taranto". Allo stesso tempo, chi visita il mini-percorso museale allestito nel castello di Ceglie potrà anche scoprire quanto l'antica Kailìa, attraverso i suoi reperti, sia nota anche all'estero: "Un modo per recuperare la storia, raccontarne le testimonianze".

(In foto: il percorso museale che ospiterà le riproduzioni e una delle ceramiche realizzate)
 

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