L'emergenza coronavirus e il problema in più per i non udenti, la preside pugliese: "Servono mascherine trasparenti"

A segnalarlo è Marilena Abbatepaolo, originaria di Taranto, per anni residente a Polignano a Mare e attualmente dirigente scolastica dell'istituto 'La Giustiniana' di Roma, dall'età di sedici anni senza la possibilità di utilizzare l'udito

Marilena ABbatepaolo

Mascherine ovunque, per battere il coronavirus ed evitare il contagio: tra gli effetti 'collaterali', però, c'è chi non può comunicare perchè sordo o ipoudente utilizza le labbra altrui per capire. Un problema segnalato da Marilena Abbatepaolo, preside pugliese, originaria di Taranto, per anni residente a Polignano a Mare e attualmente dirigente scolastica dell'istituto 'La Giustiniana' di Roma, dall'età di sedici anni senza la possibilità di utilizzare l'udito.

Il suo sfogo è stato raccolto in un post su facebook. "Esco per fare la spesa- ha scritto- e diavolo la mascherina! Non mi fa leggere le bocche. Non vedo le bocche. Non so nemmeno se parlano con me. Sono uscita di casa con un foglio che ho mostrato alla commessa: non sento, non parlarmi". Abbatepaolo ha sottolineato la notizia delle mascherine semi trasparenti, realizzate dalla studentessa Ashley Lawrence per aiutare sordi e ipoudenti. La dirigente scolastica è stata raggiunta dall'agenzia Dire: la fase due, spiega "prevede un ritorno graduale alla vita, al lavoro ovviamente con i necessari accorgimenti. Immagino che tra questi ci siano mascherine e distanza di un metro gli uni dagli altri. Questo mi preoccupa. Noi sordi - ha aggiunto - leggiamo le labbra per aiutarci a sentire. Anche se abbiamo protesi acustiche o impianti cocleari o anche se conosciamo la Lis, la lettura labiale è per noi fondamentale come supporto per comprendere quello che l'altro dice. Una qualunque situazione di vita da gestire con le mascherine. Noi non potremmo leggere le labbra e saremmo del tutto tagliati fuori. Molti di noi lavorano, altri studiano. Ma anche andare semplicemente dal medico, alle poste o anche semplicemente parlare con un amico sarebbe complicato. La persona dovrebbe togliere la mascherina o usare un foglio e scrivere per farsi capire o usare una app di trascrizione sul cellulare. Insomma, credo che tutto questo generi una certa ansia. Il Codiv19 ci ha gia' molto provati psicologicamente".

Da dirigente scolastica Abbatepaolo ha fornito e continuerà a fornire mascherina al suo personale e si augura che "altri datori di lavoro lo facciano. E' un atto di civiltà. Anche perchè molte ditte hanno risposto al mio appello e le mascherine le stanno producendo. Parliamo di mascherine semplici, utilizzabili per la spesa e per quelle situazioni dove c'è la garanzia del distanziamento, quindi non mascherine certificate, per le quali serve una procedura ufficiale ben precisa. Mi auguro - ha sottolineat o- che qualche azienda provi a riconvertire la sua attivita' in tal senso con la produzione anche di queste mascherine. E' una cosa che auspico".

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