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Venerdì, 27 Maggio 2022
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Covid, fine dello stato di emergenza: dal green pass alle mascherine, cosa cambia da domani 1 aprile

Si allentano le restrizioni, novità per trasporti, scuola, lavoro. La certificazione verde sarà sempre meno richiesta nella vita di tutti i giorni

31 marzo, ultimo giorno dello stato di emergenza Covid. Da venerdì 1° aprile si cambia passo, e l'Italia va verso l'addio alle restrizioni che per tanti mesi hanno accompagnato la vita di tutti i giorni, per entrare in una fase di convivenza con il virus, che intanto continua a circolare (nel bollettino di ieri, in Puglia sono stati 7683 i casi rilevati). Cambiano le regole legate al Green pass (che sarà sempre meno 'presente' e richiesto) ma non si tratta dell'unica novità.

Vediamo nel dettaglio cosa cambia da domani, venerdì 1° aprile, con una sintesi elaborata da Today.it.

Green Pass: dove non sarà più richiesto da domani

Dal primo aprile nei luoghi all'aperto (come i dehors di bar e ristoranti) il Green pass base (ovvero quello ottenuto con un tampone antigenico o molecolare negativo oppure dopo la guarigione) non sarà più necessario. Non servirà più, invece, dal 1° maggio per mangiare nelle mense, per i concorsi pubblici, per i corsi di formazione, per i colloqui con i detenuti e per gli stadi (che dal prossimo weekend tornano finalmente a piena capienza) o per tutti gli altri eventi sportivi all'aperto. 

Per quanto riguarda invece il Super Green Pass (quello ottenuto da chi è guarito da non più di sei mesi e da chi è in regola con le vaccinazioni), come riporta sempre Today.it, fino al primo maggio servirà per consumare al bar seduti al chiuso o al ristorante al chiuso (esclusi gli alberghi, dove si alloggia senza alcun pass). Il Super Green Pass dal 1 al 30 aprile è necessario in tutta Italia per andare in palestra, piscina, centri benessere, per svolgere attività sportive al chiuso, per partecipare a convegni e congressi, per frequentare centri ricreativi, per le serate in discoteca. Sarà richiesto fino a fine 2022 per entrare in ospedali e strutture per anziani.

Quarantena e mascherine: cosa cambia da venerdì

Regole e tempi della quarantena per i positivi al Covid restano invariati anche con la fine dello stato di emergenza. Da venerdì 1 aprile, l'unica novità riguarda i cosiddetti contatti stretti di positivi al Covid, per i quali non sarà più necessaria la quarantena (senza alcuna distinzione tra vaccinati e non): il decreto prevede che per tutti scatti solo l'autosorveglianza. Che consiste nel portare la mascherina. Alla prima comparsa dei sintomi bisognerebbe fare il tampone e ripeterlo dopo 5 giorni se si è ancora sintomatici. La quarantena cambia pelle, ma per ora resta. Chi ha avuto un contatto stretto con una persona contagiata, in sintesi, non dovrà fare alcuna quarantena ma dovrà indossare per 10 giorni la mascherina Ffp2 quando si trova al chiuso o all’aperto se ci sono rischi di assembramento. Per chi invece risulta positivo al Covid (con o senza sintomi) valgono le regole già fissate dal ministero alla Salute con una circolare: i vaccinati dovranno stare almeno 7 giorni in isolamento e i non vaccinati per 10. I sintomatici potranno fare il tampone non prima di tre giorni dalla fine delle manifestazioni del virus.

Capitolo mascherine. Al chiuso saranno obbligatorie fino al 30 aprile (non è ancora certo, però, che dal 1 maggio non lo saranno più, la decisione potrebbe arrivare nella seconda metà di aprile). Fino al primo maggio, comunque, restano obbligatorie le Ffp2 nei luoghi più a rischio: vanno indossate in aereo, nave, treno (non nei regionali, dove bastano quelle chirurgiche o altre), autobus, metro, pullman, funivie, cabinovie e seggiovie coperte. A scuola, nei bar e nei ristoranti basta la mascherina chirurgica. Sul luogo di lavoro serve la mascherina solo se non si può rispettare il metro di distanza dai colleghi. Niente mascherine per i bambini fino a sei anni, i fragili, gli accompagnatori dei disabili. Niente mascherina quando si balla in discoteca o quando si fa sport.

Le nuove regole per trasporti e mezzi pubblici

Si tratta di uno dei settori interessati, evidenzia Today.it, dalle novità più sostanziali. Per i trasporti a lunga percorrenza non sarà più necessario il Super Green Pass, ma comunque dal primo al 30 aprile, a tutti coloro che salgono su mezzi di trasporto nazionali sarà richiesto il Green Pass base. Quindi ai passeggeri di treni, di autobus, navi e traghetti che si spostano da una regione all’altra e di autobus basterà mostrare un Green Pass base con tampone negativo, rapido o molecolare. I viaggiatori dovranno indossare la mascherina Ffp2. Si cambia anche per i mezzi di trasporto pubblico locale, dove dal primo aprile decade l’obbligo di Super Green Pass, ovvero il rafforzato che si ottiene da vaccino o guarigione. Ancora per un mese l’unico obbligo che dovranno rispettare i passeggeri è quello di indossare la mascherina Ffp2 (dal 1° maggio, a meno di proroghe, dovrebbe decadere anche questo obbligo). In sintesi: su aerei e treni con il tampone, mentre per bus e metro basta la mascherina. 

Vaccini a scuola e sul lavoro: quali sono le nuove disposizioni

L'obbligo vaccinale è prorogato fino al 31 dicembre per tutti i lavoratori della sanità, inclusi quelli delle Rsa. Per il personale della scuola, militari e forze dell'ordine, l'obbligo durerà invece fino al 15 giugno, ma potranno nel frattempo prestare servizio con il Green Pass semplice, ossia facendo il tampone rapido ogni due giorni, rischiando soltanto la multa da 100 euro. Stesso discorso per gli over 50, che dal 15 giugno potranno tornare al lavorare con il Green Pass base. Novità anche per la scuola: dal primo aprile e fino alla fine dell'anno scolastico, la Dad non scatterà più per le scuole di ogni ordine e grado, perché a casa resterà soltanto chi è positivo al Covid e chi ha sintomi respiratori o una temperatura superiore a 37,5°. Tutti i contatti stretti di un positivo, anche se non vaccinati, continueranno in presenza, ma se i contagi in classe dovessero essere 4 o più, dalle mascherine chirurgiche si dovrà passare alle Ffp2. Via alle gite scolastiche. I prof senza vaccino rientrano a scuola ma di fatto non possono insegnare.

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