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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Attualità Molfetta

Don Tonino Bello venerabile, la gioia di Molfetta per la lettura del decreto: "La carità suo ideale supremo, una vita orientata dal proposito di santità"

Nel pomeriggio di sabato, nella cattedrale, la celebrazione alla presenza del Cardinale Marcello Semeraro: "L’universale chiamata alla santità è l’itinerario lungo cui ha indirizzato i fedeli della Chiesa"

Molfetta in festa per don Tonino Bello venerabile. Dopo l'annuncio arrivato a novembre, nel pomeriggio di sabato 15 gennaio, nella cattedrale della cittadina si è tenuta la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, durante la quale è stata data lettura del decreto di venerabilità di don Tonino Bello.

Prima della Santa Messa, accompagnato dal vescovo, monsignor Domenico Cornacchia, il cardinale Semeraro ha visitato la stanza di don Tonino e durante la celebrazione ha utilizzato il pastorale che fu del vescovo Bello. 

"Sono provate le virtù teologali Fede, Speranza e Carità verso Dio e verso il prossimo, nonché le cardinali Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza ed annesse in grado eroico del Servo di Dio Antonio Bello, Vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi": alla lettura delle parole finale del decreto, è seguito il lungo commosso applauso dei fedeli.

Una gioia che ha unito la comunità di Molfetta, guidata dal 'vescovo degli ultimi' dal 1982 fino alla sua prematura scomparsa, il 20 aprile 1193, a quella di Alessano, dove era nato il 18 marzo 1935 e dove oggi riposa. E proprio lì, sulla sua tomba, in tanti si recano ogni giorno per una preghiera, per un ringraziamento a colui che per chi l'ha conosciuto e non solo, è già santo. E nel decreto di riconoscimento delle sue virtù, che rappresenta un passo importante verso la gloria degli altari, la santità è chiaramente richiamata: "L’universale chiamata alla santità - si legge nel documento - così come ha insegnato il Concilio Ecumenico Vaticano II, è l’itinerario lungo cui il Servo di Dio Antonio Bello ha indirizzato i fedeli della Chiesa affidata alla cura del suo ministero episcopale. Del resto, il proposito della santità orientò costantemente la sua stessa vita ed opera pastorale". Il decreto tratteggia il volto di don Tonino e del suo agire: "Sin dagli albori del suo nuovo ministero si manifestò il profilo episcopale del Servo di Dio, caratterizzato da affabilità e generosità, assoluto disinteresse per se stesso, stile sobrio e povero, totale dedizione e infaticabilità. Aveva un’attenzione speciale per i problemi dei lavoratori e per il dilagare della povertà nelle famiglie". "Fu guidato dalla fede, dalla più tenera età fino all’ultimo respiro di vita - si legge ancora - Prima di tutto ai malati, a quanti soffrivano ingiustizie e ai più deboli insegnava la speranza, che aveva innervata nel proprio animo. La carità fu l’ideale supremo del Servo di Dio ed egli la rendeva concreta e tangibile tanto personalmente, quanto nel contesto ecclesiale, sociale e politico. Nutriva un amore pieno per Dio ed amava la Chiesa, serbando sempre perfetta fedeltà alla retta dottrina ed obbedienza totale al magistero del Sommo Pontefice. Con pazienza e senza rancore alcuno sopportò le difficoltà e le accuse di quanti disapprovavano sue affermazioni od iniziative. Con grande indulgenza considerava le debolezze umane, curava ferite interiori, condivise gioie o sofferenze di tanti".

(foto Fb Diocesi Molfetta Ruvo Giovinazzo Terlizzi)

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