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Giovedì, 2 Dicembre 2021
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Il nuovo Dpcm in arrivo e le regole fino a Pasqua. Ristoranti, parrucchieri, cinema: ecco cosa prevede la bozza

Il decreto sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile: dal documento provvisorio inviato alle Regioni le prime anticipazioni sui contenuti del provvedimento in arrivo

Dalla stretta sulle regole nelle zone rosse, in cui anche barbieri e parrucchieri dovranno rimanere chiusi, alla riapertura di cinema e teatri a partire dal 27 marzo. Sono alcuni dei punti che emergono dalla bozza del Dpcm antiCovid inviata nella serata di ieri alle Regioni. Il governo è ancora al lavoro e il documento non è ancora stato approvato, ma dal testo provvisorio si evincono alcune novità. L'ok definitivo dovrebbe arrivare entro il weekend: il testo del decreto ministeriale dovrà essere approvato dagli enti locali, per poi essere emanato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Le regole contenute nel decreto avranno validità fino a Pasqua: saranno in vigore dal 6 marzo fino al 6 aprile. 

Barbieri e parrucchieri chiusi in zona rossa

Come riporta Today.it, la bozza prevede regole più stringenti per le zone rosse, in cui anche barbieri e parrucchieri saranno chiusi: "Sono sospese le attività inerenti servizi alla persona, diverse da quelle individuate nell'allegato 24", tra parentesi però è riportato che dall'allegato 24 vengono eliminati i servizi dei saloni di barbiere e di parrucchiere".

La riapertura di cinema e teatri

Si va verso l'apertura di cinema e teatri dal 27 marzo, come anticipato dal ministro Franceschini. "Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto. A decorrere dal 27 marzo 2021 - si legge nel testo - gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi. Le attività potranno svolgersi a condizione che siano approvati nuovi protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento, approvati dal Ministero dei beni e delle attività culturali e validati dal Comitato tecnico-scientifico, che indichino anche il numero massimo di spettatori per spettacoli all'aperto e di spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni" stabilite dal Dpcm. I musei in zona gialla restano aperti anche il sabato e i giorni festivi, ma con prenotazione.

Bar e ristoranti chiusi sempre alle 18

Secondo quanto previsto dalla bozza, le restrizioni per bar e ristoranti non dovrebbero cambiare: nessuna apertura serale, dunque. "Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5,00 fino alle ore 18,00. Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi". "Dopo le ore 18,00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico. Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati", si legge ancora. "Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l'attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze -specifica tra l'altro il Dpcm-. Per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dai codici Ateco 56.3 e 47.25 l'asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18,00".

Resta il coprifuoco

Rresterà in vigore fino al 6 aprile anche il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino. "Dalle ore 22,00 alle ore 5,00 del giorno successivo sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute - si legge nel testo - È in ogni caso fortemente raccomandato, per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi".

Chiuse palestre e piscine, confermato stop alla stagione sciistica

Nella bozza è confermata la chiusura delle strutture per attività sportive, mentre "l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere svolte all'aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento".  Secondo quanto riportato dalla bozza, le piste da sci non riapriranno fino al 6 aprile: salta dunque la stagione. 

Fiere e discoteche chiuse anche in zona bianca

In zona bianca, riporta la bozza, "restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto, comprese le manifestazioni fieristiche e i congressi nonché le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso".

Le scuole superiori restano aperte

Sulle scuole la decisione non sarebbe definitiva, in quanto il governo aspetterebbe il parere del Cts sulle nuove varianti. Nella bozza, tuttavia, si legge che "Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, almeno al 50 per cento e fino a un massimo del 75 per cento della popolazione studentesca delle predette istituzioni sia garantita l'attività didattica in presenza. La restante parte dell'attività didattica è svolta tramite il ricorso alla didattica a distanza". Nel testo, di differente rispetto al precedente Dpcm, è inoltre riportato che "al fine di mantenere il distanziamento sociale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa".
 

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