Lunedì, 2 Agosto 2021
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Sei sale per riscoprire la Bari del passato e contaminazioni contemporanee: presentato il nuovo Museo di Santa Scolastica

Il percorso di visita delle collezioni museali, già reso parzialmente fruibile con l’apertura del bastione nel 2014 e di alcune sale al piano terra nel 2018, si arricchisce oggi di un importante ampliamento al piano terra e al primo piano

Sei sale, il Bastione cinquecentesco, oltre 1300 reperti esposti e, per un mese, anche la contaminazione con l'arte contemporanea: il rinnovato Museo Archeologico della Città Metropolitana di Bari, nei nuovi spazi dell'ex monastero di Santa Scolastica nel borgo antico, è finalmente realtà

Dopo l'inaugurazione di lunedì scorso in occasione del G20, alla presenza del ministro degli Esteri Luigi Di Maio e del vicepresidente della Commissione Ue Josep Borrell, stamane si è svolta una visita del sindaco metropolitano e di Bari, Antonio Decaro, assieme alla consigliera metropolitana delegata alla Cultura, Ico, Biblioteca e Musei, Francesca Pietroforte e al segretario regionale del MiC per la Puglia, Maria Piccarreta. ì Il percorso di visita delle collezioni museali, già reso parzialmente fruibile con l’apertura del bastione nel 2014 e di alcune sale al piano terra nel 2018, si arricchisce oggi di un importante ampliamento al piano terra e al primo piano comprendendo in totale sei sale, oltre al Bastione cinquecentesco.  L’intervento di restauro delle sale al piano terra e al primo piano è stato curato dai tecnici del Ministero, con l’architetto Francesco Longobardi, progettista e direttore dei lavori (Segretariato Regionale del MiC), mentre la direzione scientifica dell’allestimento museale dalle archeologhe Maria Rosaria De Palo e Francesca Radina per conto del Segretariato regionale del MiC.

Il percorso museale consente di ammirare l'artigianato vascolare e i reperti provenienti alla Terra di Bari risalenti dal VI al III secolo avanti Cristo, con un occhio particolare alla storia dei Peucezi e dei rapporti dell'area barese con la Magna Grecia. Le sale, realizzate nell'ex monastero, sono arricchite da un suggestivo allestimento trasparente. Inoltre, per un mese, negli spazi riqualificati del Museo Archeologico di Santa Scolastica, conviveranno antico e contemporaneo con la mostra 'Forme del desiderio, il racconto delle collezioni' Questa mattina è stata anche presentata la mostra di arte contemporanea “Forme del desiderio. Il racconto delle collezioni” realizzata dalla Città Metropolitana di Bari in collaborazione con il Comune di Bari a cura di Roberta Giuliani e con la direzione artistica di Angelo Ceglie. Alla realizzazione della mostra hanno collaborato Micaela Paparella, consigliere delegato alle politiche di valorizzazione del patrimonio storico, artistico e architettonico del Comune di Bari e Antonella Marino, critico d'arte. La collezione comprenderà opere di Sol Lewitt, Robert Mapplethorpe, Robin Heidi Kennedy, Dennis Oppenheim, Andy Warhol, James Brown, Joseph Kosuth, Jenny Holzer, On Kawara, Vincent Shine, Joseph Kosuth e Pat Steir.

“Sin dall'inizio del mio mandato abbiamo prestato grande attenzione a questo luogo – ha affermato il sindaco Decaro -.  I lavori di restauro del Museo archeologico non sono stati semplici e soprattutto non sono stati brevi, ma oggi possiamo dire che il risultato è degno della fatica che tutti ci abbiamo messo. Questo luogo racconta la storia delle civiltà che hanno attraversato e stratificato la nostra terra e il nostro popolo. Grazie al meticoloso studio della Soprintendenza abbiamo restituito valore e dignità ad un patrimonio archeologico che non vedeva la luce da ventisette anni e che ha tanto da raccontare. Il passato però da solo non basta a dire di un popolo e di una storia ed è per questo che siamo convinti che spazi come questo, per vocazione e dimensione, possano e debbano far dialogare le arti, le persone, le epoche, passando dall'archeologia al contemporaneo attraverso un percorso che si snoda di sala in sala senza nessuna difficoltà. 

“Il Museo archeologico rivede finalmente la luce diventando punto cardinale nel tessuto urbano della città e suscitando nuovi e inediti stimoli rispetto al discorso, sempre aperto, sull’identità culturale di Bari – ha dichiarato Francesca Pietroforte -. Riaperte le sue porte ha l’ambizione di diventare scrigno ma anche fabbrica dell’esperienza, punto focale di un più ampio discorso culturale, nonché destinazione turistica. Santa Scolastica potrà diventare immagine della città da offrire ai suoi cittadini e ai visitatori più o meno temporanei. Questo avverrà quando si avrà piena consapevolezza di quanto siano strettamente connesse funzione museale e rappresentanza del luogo”.

“Il Ministero per la Cultura, con il Segretariato regionale, plaude all’inaugurazione di questi nuovi ambienti del Museo Archeologico di Santa Scolastica – ha proseguito l’architetto Piccarreta -. Un Museo straordinario che costituisce un unicum nel panorama pugliese per l’eccezionalità della sede, ovvero il monastero di Santa Scolastica, e la straordinarietà dei reperti esposti. Grazie alla collaborazione tra gli Uffici ministeriali deputati alla tutela del patrimonio a Bari e la Città metropolitana, proprietaria delle straordinarie collezioni, il Museo archeologico di Santa Scolastica si avvia a divenire un polo fondamentale per la politica culturale del contesto territoriale dell’area metropolitana di Bari”.

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