Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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"Riapriamo scuole e teatri, per i più giovani questa crisi è devastante": l'allarme di Comentale da La Casa di Pulcinella

L'artista, 64 anni, fondatore del teatro dei burattini di San Girolamo, plaude al protocollo tra Regione, sindacati e Comuni del nuovo comitato di Educazione e Istruzione Zerosei anni: "Servono azioni concrete"

“Quando riaprite? Non ce la facciamo più”. Un bambino di otto anni affacciatosi nel teatro vuoto assieme a madre e padre gli ha regalato un’emozione e una riflessione: le chiusure dettate dalla pandemia Covid colpiscono soprattutto i più piccoli. Paolo Comentale, 64 anni, sa quanto la mancanza di spazi e di attività sia dannosa per i più giovani. A loro ha dedicato un’intera vita artistica, dal 1976. Con gli spettacoli dei suoi burattini tra piazze, scuole e il Teatro Casa di Pulcinella nato nel 1988 nel quartiere di San Girolamo sono cresciute generazioni di baresi. La chiusura forzata, il non poter offrire spettacoli in una sorta di presidio di cultura e legalità in un contesto difficile della città sta mettendo a dura prova l’esistenza stessa del suo teatro. Che per dare segni di vita al suo pubblico pubblicherà nei prossimi giorni delle pillole video degli spettacoli in allestimento: Alì Babà e La tarantella di Pulcinella. “Quella di chiudere le scuole è stata un’idea pessima – racconta -  una decisione presa forse con troppa fretta, un disastro. La mia non è una critica ma un invito al ragionamento. Le scuole pubbliche non possono essere declassate a un fai da te, con presenza o didattica a distanza a scelta. In Europa non hanno pensato di chiuderle e ora ci  troviamo un numero enorme di bambini e ragazzi che non sanno cosa fare, come impiegare il tempo, come cercare stimoli”.

Per Comentale le attività dei più giovani sono fondamentali proprio partendo dalla scuola, una riflessione, la sua, che arriva il giorno in cui sindacati, Regione Puglia, ufficio Scolastico regionale e comuni rappresentati dall’Anci hanno firmato il protocollo per la promozione del sistema Integrato di Educazione e Istruzione Zerosei anni. Sancisce la nascita di un comitato che validerà gli interventi programmati e la condivisione dei risultati ottenuti, svolgendo una funzione di supporto all’armonizzazione in un’unica strategia delle risorse finanziarie europee, nazionali e regionali disponibili perciò che riguarda asili, scuole, iniziative, spazi, attività, strutture ed educazione dei bambini della fascia di età fino ai sei anni. “È un bel passo in avanti – sottolinea Comentale – se il comitato servirà non solo per aprire discussioni ma anche a deliberare concretamente misure in favore dei più piccoli. Sono tra noi i più fragili, quelli che più soffrono questa situazione, e allo stesso tempo sono il futuro. Per questo ripeto quanto sia fondamentale la scuola perché tutto parte di lì, e mi riferisco a quella pubblica, perché quella privata continua a fare il suo. È difficile fare attività ludiche o la didattica a distanza in case di 60 metri quadrati. Tante famiglie hanno un solo telefonino o sono senza connessione, non possiamo illuderci di vivere improvvisamente in una metropoli moderna dove ognuno ha il pc e il telefono. Questi sono solo sogni”. E il teatro?

“Quello dedicato ai bambini è necessario, è fondamentale, non a caso della nostra chiusura sono quelli che ne risentono di più, si sentono abbandonati a loro stessi. Noi diciamo loro che apriremo al più presto, speriamo prima dell’estate. Abbiamo sempre pensato il teatro come un luogo fisico dove la gente si possa incontrare, dove i bambini possano farlo condividendo le storie cui assistono. La possibilità di fare spettacoli all’aperto ci aiuterà”. Nel frattempo però senza scuole, piazze, teatro, tournée all’estero, l’obiettivo è quello di superare indenni la lunga quarantena. “La decisione di tenerci chiusi – racconta ancora Comentale - rimane difficile da comprendere perché i teatri sono tra i luoghi più sicuri che esistono. Noi abbiamo speso risorse considerevoli per mettere a norma tutto, dividere uscita ed entrata, distanziare i posti ridotti a un terzo, da 150 a 50. C’è una dimensione economica che pervade la nostra cultura e la nostra società e decide quali siano le cose che servono. Eppure se si va in qualsiasi cassa bancomat in banca gel igienizzanti, come in un teatro, non si trovano, ma le regole dovrebbero valere per tutti. Noi – aggiunge – il teatro l’abbiamo reso sicuro. Ed è uno dei pochi luoghi dove in un quartiere difficile come il nostro si rispettano le regole”.

Comentale ha apprezzato il lavoro di ricucitura delle anime culturali della città fatto dall’assessora comunale Ines Pierucci, in vista della candidatura di Bari Capitale della cultura 2022, e ritiene un’occasione persa la mancata nomina, a cominciare dai fondi di un milione di euro.“Per il nostro mondo – spiega ancora Comentale – è una cifra che fa la differenza. Noi abbiamo cinque dipendenti assunti a tempo indeterminato. Abbiamo richiesto la cassa integrazione lo scorso anno ma è stata un’esperienza devastante, indegna per dei lavoratori. Le cifre coprivano poco più del 50 per cento degli stipendi e le somme arrivavano con tre quattro mesi di ritardo se andava bene. Ritardi non giustificati da nulla, se paghiamo in ritardo di un giorno quanto dovuto per legge ci arrivano multe e more enormi. Ma se chiedevamo spiegazioni nessuno era in grado di darcele. Mai più. Preferiamo andare avanti con le nostre risorse finché ne avremo. Nel frattempo stiamo migliorando il teatro, preparando gli spettacoli e i piccoli trailer video assieme al nuovo sito web. La speranza però è che per l’estate si possa tornare a lavorare col pubblico, il nostro, quello dei bambini”.

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