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"Più centri e personale per i vaccini", i medici di famiglia a Decaro: "Casa della salute al San Paolo modello da seguire"

L'intersindacale dei professionisti di medicina generale scrive al presidente Anci per chiedere il supporto di tutti i sindaci nell'organizzazione delle somministrazioni: il centro attivato nel quartiere barese indicato come esempio, mentre resta il nodo della carenza di dosi

La premessa è la scarsità dei vaccini. La richiesta è invece quella di spingere affinché la Regione e le Asl mettano a disposizione il personale amministrativo e infermieristico durante le somministrazioni del siero antiCovid. Proprio come sta accadendo a Bari al San Paolo, dove, con l’attivazione del nuovo centro vaccinale all’interno del poliambulatorio Casa della Salute, i medici hanno a disposizione spazi, postazioni e organizzazione per dare appuntamento dal pomeriggio ai propri pazienti anziani e fragili e poter somministrare loro il vaccino. I medici di medicina generale dell’intersindacale che fa capo alle sigle Smi, Snami e Fp Cgil, Ugs e Simetc, hanno scritto ad Antonio Decaro in quanto rappresentante dei sindaci attraverso l’Anci, per chiedere a tutti i sindaci del territorio il massimo supporto affinché il loro contributo nella campagna vaccinale sia efficace. Per questo plaudono all’attivazione da lunedì 12 aprile del centro vaccinale al rione San Paolo, in risposta all’appello rivoltogli da 130 medici di famiglia, di aumentare le strutture a disposizione, ma chiedono supporto affinché tutta la macchina organizzativa funzioni al meglio anche per loro.

“Non si capisce perché – scrivono - ai medici di famiglia venga negato, dalle autorità preposte, Asl, il supporto organizzativo messo in campo per le vaccinazioni fatte dal personale Asl. Come mai quel supporto è inutile se a vaccinare sono i medici di medicina generale mentre viene impiegato, e probabilmente anche remunerato, se a vaccinare è il personale Asl? Per non parlare delle pressioni fatte sui medici per indurli a vaccinare nei propri ambulatori anche quando, per motivi di sicurezza del medico e del cittadino, si è optato per le strutture pubbliche. A lei, come a noi, non sarà sfuggito il caos e la disorganizzazione della vaccinazione in atto. Caos che ha messo a dura prova il rapporto tra medici e pazienti vista la mancanza di precisi informazioni nonostante le giornaliere disposizioni capaci di modificare oggi quanto deciso il giorno prima, esattamente come la tela di Penelope”. 

La richiesta principale è quindi quella di far valere come autorità sanitaria la volontà di aprire nuovi centri in ogni città e dotarli di personale a supporto, come sta accadendo al San Paolo, per rispettare gli accordi con la Regione risalenti allo scorso 5 marzo, venuti meno, secondo i medici di famiglia, con risultati catastrofici.

“La costante – spiega Francesco Pazienza, segretario Smi - è la mancanza di vaccini, ora ci troveremo di nuovo con la carenza di Moderna e col dover giostrare con Pfizer, più difficile da utilizzare. Ma a questo si aggiunge una distribuzione caotica, con alcuni medici che si ritrovano quantità enorme e altri cinque dosi. Succedono ovviamente episodi sgradevoli con pazienti che si lamentano con i medici o addirittura li accusano di nascondere dosi per chissà chi. Non è modo di operare questo, facendo i conti con la disorganizzazione”.

A Pazienza fa eco Ivo Vulpi, medico di medicina generale che opera a Bari. “È giusto  - spiega -  che gli hub siano economicamente validi, cioè che non permettano spreco di tempo e di personale, per questo andrebbero messe a disposizione per chi non vaccina in ambulatorio, delle postazioni all’interno degli hub prese con appuntamenti da noi medici di medicina generale, in modo da mettere a disposizione anche il personale infermieristico. Se concentriamo gli appuntamenti e ci coordiniamo possiamo vaccinare un gran numero di persone e far sì che convenga avere personale a disposizione per tutti. Perché accade qualcosa, penso a un mancamento di un paziente, non possiamo essere lasciati soli. Alla Casa della Salute del San Paolo si sta procedendo per il meglio ed è questo il modello da seguire”.

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