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Sabato, 13 Aprile 2024
Cronaca

Voti dai mafiosi di Bari per far eleggere la compagna: arrestati "l'intoccabile" Olivieri e la consigliera comunale Lorusso

Giacomo Olivieri e la moglie Maria Carmen Lorusso, consigliera comunale di Bari eletta nel 2019 con la lista 'Di Rella sindaco', sono stati arrestati nell'ambito dell'inchiesta che ha svelato un presunto voto di scambio per l'elezione della consorte dell'ex consigliere regionale (finito in carcere)

Sono gravissime le accuse nei confronti dell'ex consigliere regionale Giacomo Olivieri, arrestato questa mattina nel blitz 'Codice Interno', insieme alla moglie e consigliera comunale Maria Carmen Lorusso, detta 'Mari', eletta nel 2019 in Consiglio comunale, nella lista 'Di Rella Sindaco'. Ora è una esponente di 'Sud al Centro' e siede tra i banchi della maggioranza. 

Il suo successo elettorale sarebbe passato attraverso la promessa di voti da parte di soggetti contigui o appartenenti alle associazioni mafiose che operano nei quartieri del capoluogo pugliese, in cambio della consegna di somme di denaro o comunque del conseguimento di altre utilità. 

Nelle carte del Gip Alfredo Ferraro, si legge che Lorusso, in cambio della promessa di voti, si sarebbe impegnata a favorire i suoi interlocutori nella sua attività amministrativa grazie alla qualifica conseguita.

"Condotta posta in essere nella piena consapevolezza che il compagno (poi marito), Giacomo Olivieri organizzava e sosteneva la sua campagna elettorale facendo ricorso a consensi ottenuti da soggetti appartenenti o comunque contigui ad associazioni mafiose, o comunque con modalità previste dall'art. 416 bis c.p".

La soffiata a Olivieri: "La caccia è a te"

Giacomo Olivieri sarebbe stato il procacciatore di voti dell'attuale moglie frutto di accordi con soggetti mafiosi o comunque intranei alle organizzazioni di stampo associativo mafioso egemoni nelle varie aree cittadine, ai quali, in cambio dei voti alla sua compagna, avrebbe promesso denaro e/o altre utilità, tra cui un ciclomotore, una occupazione stabile, un migliore impiego lavorativo per il candidato Michele Nacci, l'assunzione della madre di Gaetano Strisciuglio, la regolarizzazione dell'occupazione abusiva dell'alloggio popolare per la nipote di Bruna Montani. 

Anche Vito, padre della consigliera comunale e oncologo dell'ospedale Giovanni Paolo II, al fine di ottenere voti per la figlia si sarebbe accordato con Massimo Parisi, tanto da doverlo ringraziare per il successo elettorale, nella consapevolezza che si trattasse del fratello dell'omonimo capo clan Parisi-Savino, offrendo in cambio il proprio interessamento per un paziente oncologico (poi deceduto), familiare della consorteria criminale.

Tommaso Lovreglio, figura di spicco del clan Parisi e nipote dell'indiscusso capo clan, avrebbe promesso a Olivieri voti per Lorusso dal quartiere Japigia in cambio di 10mila euro. Stesso accordo sarebbe stato preso con Michele e Donato De Tullio, che avrebbero partecipato agli incontri tra Olivieri e Lovreglio. 

Michele Nacci - candidato alla carica di consigliere comunale anch'egli in tandem con Lorusso e primo dei non eletti - e Bruna Montani, cugina del numero uno dell'omonimo clan, avrebbero promesso a Olivieri-Lorusso voti reperiti nell'area di influenza del gruppo criminale in cambio di denaro o altri beni, buoni spesa e benzina, oltre all'impegno di assunzione di Nacci e della promessa di assunzione della figlia di Bruna Montani. 

Accordi simili sarebbero stati presi con Mirko Massari, nipote di Bruna Montani, e con Bruno Montani, che avrebbe reperito consensi all'interno del suo gruppo di tifo organizzato in cambio di vantaggi economici.

"Un'altra ventina sicuri" diceva Pasquale Tisti, in cambio di almeno 200 euro, buoni spesa e buoni benzina.

Promessa di voti anche dai quartieri San Paolo e San Girolamo per conto di Geatano Strisciuglio in cambio di denaro e altre utilità, oltre alla promessa della sistemazione lavorativa per la madre. Tra gli indagati c'è anche Antonio Petrone, candidato alla carica di consigliere comunale e uomo di fiducia di Gaetano Strisciuglio e Michele Piscitelli ("Dammi a me 100 euro in più"). 

E ancora, Leonarda Loiodice detta 'Eleonora', la quale, si legge nelle carte del Gip, in cambio del procacciamento di voti da reperire nel quartiere San Paolo per conto del clan Montani, otteneva da Olivieri, Lorusso, Bruna Montani e da Michele Nacci, denaro, buoni pasto e buoni benzina, oltre alla promessa di regolarizzazione della sua situazione abitativa, in quanto, insieme ai figli e al compagno Vincenzo Azzariti avrebbe occupato abusivamente un alloggio di edilizia popolare di proprietà di Arca Puglia, nonché la promessa per il conseguimento della patente di guida, il cui esborso economico sarebbe stato eventualmente sostenuto da Olivieri

Voti in cambio di utilità sarebbero stati reperiti anche nella zona di Bari Vecchia e San Pio da altri indagati. 

Giacomo Olivieri è stato trasferito in carcere: seppure incensurato, secondo il Gip avrebbe dimostrato "una particolare spregiudicatezza e proclività a commettere delitti". Dai dialoghi con se stesso, sarebbe emersa la convinzione di detenere un forte potere tale da renderlo "intoccabile".

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