Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Tangenti per le concessioni edilizie, dodici arresti al Comune di Modugno

Ai domiciliari il sindaco Domenico Gatti e altre undici persone tra consiglieri e dirigenti comunali. L'inchiesta riguarda presunte irregolarità nel rilascio delle concessioni edilizie negli ultimi otto anni

Bufera giudiziaria sul Comune di Modugno, dove la Guardia di Finanza ha arrestato questa mattina dodici persone. Agli arresti domiciliari sono finiti il sindaco Pd, Domenico Gatti, 42 anni e altre undici persone, tra cui tre consiglieri comunali, due dirigenti e tre funzionari dell'ufficio tecnico, un imprenditore e un dipendente di un consorzio. I NOMI DEGLI ARRESTATI

ULTIM'ORA: SI DIMETTE IL CONSIGLIO COMUNALE

LE ACCUSE - Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la pubblica amministrazione e contro il patrimonio, nonche' in materia edilizia. I fatti riguardano presunte irregolarità nel rilascio di concessioni edilizie negli ultimi sette-otto anni, durante i quali Gatti è stato, prima che sindaco, assessore all'urbanistica e capogruppo Pd in consiglio comunale.

SEQUESTRO DI BENI - Nei confronti degli arrestati i militari della guardia di finanza hanno anche proceduto al sequestro di beni immobili, quote societarie e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro.

L'INCHIESTA - L'inchiesta riguarderebbe numerosi episodi di pressioni fatte da amministratori comunali nei confronti di imprese modugnesi attive nel settore dell'edilizia. Gli indagati sarebbero da tempo la guardia di finanza ha sequestrato carte e documentazione e setacciato conti correnti e flussi finanziari di società riconducibili agli indagati. L'inchiesta farebbe riferimento a concessioni edilizie rilasciate dal 2003 ad oggi in cambio di denaro e altre utilità. Le indagini, che risalgono a più di un anno fa, avrebbero rivelato non solo l'esistenza di tangenti, ma anche l'imposizione di consulenze e favori per imprese ritenute vicine ad alcuni indagati. Nell'ottobre 2011 il pm di Bari Francesco Bretone aveva chiesto una proroga delle indagini.

VIDEO: L'IMPRENDITORE PICCHIATO PER AVER DETTO NO ALLE TANGENTI


 

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