Via Crispi, al Comune l'appartamento confiscato alla criminalità organizzata

Questa mattina in Prefettura la cerimonia di consegna dell'immobile, che diventerà sede degli uffici della Polizia giudiziaria. Emiliano: "Questi luoghi diventano simbolo della lotta alla malavita"

Da patrimonio delle associazioni criminali, frutto delle attività illecite sul territorio, a presidio della legalità, simbolo della lotta alla malavita, al servizio di tutta la comunità. E' il percorso dei beni confiscati alla criminalità organizzata: l'ultimo, in ordine di tempo, quello ufficialmente consegnato oggi dalla Prefettura al Comune di Bari.

L'appartamento di tre vani e accessori, sito in via Crispi 98, era di proprietà di un pregiudicato ed è stato confiscato definitivamente nel 2010 a seguito di una sentenza della Corte di Cassazione e destinato al Comune di Bari attraverso un decreto dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati.

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All'incontro con il Prefetto di Bari Mario Tafaro hanno preso parte il Sindaco Michele Emiliano e l’Assessore al Patrimonio Floriana Gallucci.
"Il Comune di Bari - ha dichiarato Emiliano - sta assegnando a diverse realtà associative tutti gli immobili confiscati nel tempo alla criminalità organizzata. Alcuni di questi sono utilizzati da onlus che si occupano di bambini con seri problemi di salute, altri da donne che hanno subito violenza, altri ancora da associazioni impegnate nel Sociale sul nostro territorio. Poche settimane fa abbiamo inaugurato un centro per minori negli appartamenti in piazza San Pietro confiscati ad un clan, la cui finalità è proprio quella di cambiare i destini di tanti bambini della Città vecchia. Possiamo definirli luoghi simbolo della lotta alla malavita che questa città ha deciso di intraprendere".

Il sindaco ha anche spiegato che, data la posizione 'strategica' dell'immobile, a pochi passi dal Tribunale, esso sarà probabilmente assegnato alla Polizia giudiziaria, ma per il momento non si escludono anche altri usi.

"Di sicuro - ha aggiunto Emiliano riferendosi alla confisca dei beni - questo è uno dei mezzi più efficaci di contrasto alla criminalità . Gli stessi omicidi di Pio La torre e del giudice Rosario Livatino sono legati alla confisca dei beni mafiosi. Però, a differenza di ciò che accadeva negli anni ’80, oggi sottrarre un immobile alle mafie per consegnarlo ai cittadini non è più un traguardo irrealizzabile ma uno strumento moderno che ci viene invidiato dai magistrati di tutto il mondo perché consente di colpire concretamente l’azione criminale. Risultati così importanti si ottengono grazie al lavoro congiunto e alla straordinaria armonia che esiste tra Istituzioni".    

 
 

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