Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Fuori dalle graduatorie dopo la maternità, la rabbia delle educatrici: "Chiediamo il rispetto di un nostro diritto"

Il caso delle operatrici che lavorano in convenzione con la Città metropolitana per l'assistenza ai disabili nelle scuole superiori: "Cancellate senza alcun preavviso per non aver potuto lavorare l'anno scorso". L'ente: applicato un articolo del bando

Escluse dalla graduatoria per l'assistenza agli alunni disabili nelle scuole superiori di Bari e provincia dopo la maternità. E' la situazione che stanno vivendo - racconta a BariToday una delle educatrici professionali coinvolte - circa una trentina di operatrici che lavorano in convenzione con la Città metropolitana. 

"Quante di noi sono l'anno scorso non hanno potuto lavorare, certificando lo stato di gravidanza, o anche malattie gravi, quest'anno si sono ritrovate direttamente cancellate dagli elenchi, senza alcun preavviso. Una cosa assurda, che dal 2011 non era mai successa".

Il bando e le graduatorie del 2011

Le attuali graduatorie, ci spiega l'educatrice, sono state stilate nel 2011, in seguito ad un bando di selezione per titoli e colloquio. Ogni anno le convocazioni per l'assegnazione dei ragazzi da seguire, vengono fatte attingendo a quegli elenchi, in cui sarebbero iscritte circa 300 persone, in prevalenza donne. "Finora, chi si trovava nelle condizioni di non poter lavorare, per maternità o per altre gravi cause, come malattie, ha sempre potuto presentare una richiesta di sospensione dal servizio, certificando la sua condizione, ma mantenendo comunque il posto in graduatoria".  

La nuova situazione: depennate 'causa indisponibilità'

Quest'anno, però, le cose sono cambiate. Coloro che l'anno scorso avevano presentato quella richiesta, si sono ritrovate depennate dagli elenchi. "Senza neppure un preavviso", prosegue la signora. "Abbiamo provato una prima volta a chiedere spiegazioni, e ci hanno detto che saremmo state chiamate alla fine dello scorrimento della nuova graduatoria". Ma così non è stato, e le educatrici hanno provato a mettersi in contatto con la nuova dirigente della Ripartizione interessata. "Dopo avre chiesto inutilmente un incontro, abbiamo inviato una mail". Così, nella risposta, alle educatrici è stato spiegato che quella cancellazione era avvenuta sulla base di un articolo contenuto nell'avviso del 2010, in particolare "l’art. 10 dell’Avviso di selezione approvato con provvedimento dirigenziale n. 16 del 25.06.2010 e n. 18 del 07.07.2010, ai sensi del quale “la rinuncia/indisponibilità all’incarico comporterà la cancellazione dalla graduatoria”".

La protesta: "Non riconosciuto il diritto alla maternità"

La cancellazione, dunque, dal punto di vista della Città metropolitana, non è altro che la corretta applicazione di quanto specificato nel bando. Ma le educatrici non ci stanno, e si dicono pronte anche a far ricorso ad un legale. "Quella adottata finora non era soltanto una prassi, era il riconoscimento del nostro diritto alla maternità. La nostra non era una 'indisponibilità' a lavorare, ma un diritto che di colpo ora non ci viene più riconosciuto". Del resto, quella maternità - dicono le educatrici - non ha gravato certo sull'ente: "Lavoriamo in convenzione, con una nostra partita Iva. Veniamo pagate per le ore lavorate, se non lavoriamo non percepiamo nulla".  Un pagamento che si aggira sui 17 euro lordi all'ora, per circa otto ore settimanali. "I contributi ce li paghiamo da sole, la nostra maternità non ha gravato su nessuno, per questo chiediamo quantomeno che questo nostro diritto sia rispettato".

L'incontro con la Città metropolitana e la richiesta: "Convocazioni da rifare"

Intanto, la prossima settimana, le educatrici dovrebbero incontrare il consigliere delegato al welfare e servizi alla persona, Giuseppe Valenzano, al quale esporranno la loro situazione. In attesa di capire quali saranno gli esiti dell'incontro, le richieste delle operatrici sono chiare: "Chiediamo di riprendere il nostro posto in graduatoria, e anche che siano nuovamente effettuate le convocazioni per l'assegnazione dei casi: non è giusto trovarsi ad accettare uno gli incarichi rimasti, magari molto lontano da casa, quando invece per il posto occupato in graduatoria avremmo potuto scegliere".

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