Cronaca

Inchiesta Dec: accordi per manipolare gli appalti anche fuori Bari

Nel computer di Gerardo De Gennaro un file con una bozza del bando di gara per i lavori al Policlinico San Matteo di Pavia, ricevuto dall'imprenditore prima della pubblicazione. Per i pm proverebbe la capacità del gruppo di "attivare sistema collusivi anche al di fuori del Comune di Bari"

La rete di collusioni utlizzata dal gruppo Degennaro per orientare a proprio favore glie siti delle gare d'appalto non si limitava alla città di Bari. Lo scrivono i pm inquirenti Francesca Romana Pirrelli e Renato Nitti nella richiesta d'arresto per 16 dei 51 indagati nell'ichiesta Dec, citando come esempio un episodio emerso nel corso delle indagini.

Nel computer utlizzato da Gerardo De Gennaro la Procura avrebbe trovato un file contenente una bozza del bando di gara riguardante lavori al Policlinico San Matteo di Pavia. Il documento, si precisa nella richiesta di arresto, era stato trasmesso a De Gennaro dalla stazione appaltante pavese prima della sua approvazione e pubblicazione. A riprova, sostengono i pm, "della capacità del gruppo Degennaro di attivare ed utilizzare sistema collusivi anche al di fuori del Comune di Bari". Quella bozza, infatti, sarebbe stata inviata al fine di consentire una gara d'appalto che si adattasse alle esigenze dell'impresa Dec.

Ma questo non sarebbe stato l'unico sistema di adattamento dell'aggiudicazione delle gare utilizzato dal gruppo Degennaro. "Le regole della gara pubblica - scrivono i pubblici ministeri - possono intendersi aggirate anche quando il concorrente già prevede che potrà, dopo l'aggiudicazione, ritenersi svincolato dalle previsioni di bando sia in punto di mero fatto (mediante la realizzazione di concreto di opere diverse da quelle previste) sia anche in diritto (mediante la approvazione di varianti)". Ed infatti secondo quanto emerso nelle indagini in molti casi  i De Gennaro decidevano sin dall'inizio di non rispettare il capitolato, ad esempio ordinando "materiali diversi da quelli previsti in capitolato non soltanto prima ancora che una eventuale variante fosse non si vuol dire approvata ma almeno proposta alla Autorità competente, ma persino prima che la cantierizzazione fosse arrivata ad un punto tale da rendere almeno formalmente giustificabile come esigenza sopravvenuta e non prevedibile la variante da proporre". Tra i "comandamenti" della Dec nella esecuzione dei lavori, uno riguarda "la rendicontazione dei costi e le fatture false": "l'aspetto economico finanziario - scrivono i pm - per ottenere illecitamente il massimo profitto col minimo costo".

 

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