menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Migranti nell'ex Set, Bottalico: "Al più presto interventi. Bari non è razzista"

L'assessore comunale al Welfare ha visitato la struttura che, da 8 mesi, ospita circa 200 persone in condizioni precarie: "Presto disinfestazione, interventi sui bagni e con l'Amiu. In autunno speriamo di completare un nuovo campo"

"I ragazzi hanno ragione ad essere arrabbiati, purtroppo i tempi della burocrazia non sono stati dalla nostra parte. In autunno, ci auguriamo, di procedere con il trasferimento in una struttura che realizzeremo nei prossimi mesi". L'assessore cittadino al Welfare, Francesca Bottalico, ha incontrato ieri i circa 200 rifugiati da ormai 8 mesi ridotti a dormire nell'ex fabbrica Set, tra via Brigata Regina e il Lungomare: un faccia a faccia informale per raccogliere richieste e necessità immediate, in attesa di una risoluzione definita.

Bottalico, accompagnata da operatori sociali e mediatori culturali, ha visitato il fatiscente edificio, al cui interno, tra sporcizia e topi, vi sono le tende dove dormono i migranti, in gran parte di origine africana, tra cui donne e bambini: "Abbiamo ribadito la necessita - spiega Bottalico - di procedere con una disinfestazione e la riparazione dei bagni, oltre a un intervento dell'Amiu. Allo stesso modo ci stiamo attivando per risolvere questioni burocratiche e anagrafiche relative ad alcuni dei rifugiati, in modo da poter poi richiedere e ottenere servizi di sostegno. Stiamo anche procedendo con raccolte alimentari e creazione di relazioni sociali con le comunità di accoglienza e il nostro centro anziani. La settimana prossima effettueremo un altro sopralluogo nella struttura".

Otto mesi fa l'incendio nell'ex convento di Santa Chiara occupato dai migranti, costretti poi ad andare via: non è bastato per trovare una soluzione concreta. Nelle prossime settimane però, dovrebbe esserci un'accelerazione: il bando per la costruzione di un centro rifugiati, con containers, allacci vari e altre strutture, è stato aggiudicato in via provvisoria. Dopo aver comunicato l'allocazione del centro, decisa da Comune, Prefettura e Forze dell'Ordine, si procederà alla sua edificazione, presumibilmente non in estrema periferia. Tanti ritardi, anche per la mancata scelta, da parte del Ministero dell'Interno, di definire prioritaria la vicenda barese. Nessuna via prioritaria, dunque, con procedure compatibili con la lentezza della macchina burocratica, nonostante uno stratto coordinamento tra Prefettura e Comune:  fondi (poco più di 1 milione di euro) vincolati e da spendere in modo trasparente.

Una lentezza che non piace alle associazioni che sostengono giornalmente i rifugiati: "Serve una seconda accoglienza degna di questo nome - afferma Federico Cuscito di 'Rivoltiamo la precarietà' -. La colpa principale del Comune è quella di averli lasciati in questo stato. Lo spazio occupato a Bari Vecchia era migliore di questo scelto successivamente". Un'emergenza da risolvere al più presto, senza più perdite di tempo, in una città che vive giornate difficili sul fronte dell'integrazione, dopo la multa a un migrante steso su una panchina del centro e l'aggressione a un ambulante africano: "Bari - dice Bottalico - non è una città razzista e lo dimostra quotidianamente il quartiere Libertà con tanti gesti di solidarietà nei confronti di questi ragazzi".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BariToday è in caricamento