Cronaca

Otto nuclei familiari e diversi bambini, giunto in Puglia il primo gruppo di profughi afghani: "Hanno bisogno di accoglienza"

Il capo della Protezione Civile regionale: "E' possibile fare anche donazioni rivolgendosi a noi, servono soprattutto abiti e generi di prima necessità"

Sono giunti in Puglia i primi 40 profughi afhani in fuga dal Paese dopo la presa di potere da parte dei Talebani: tra loro vi sono otto nuclei familiari, con diversi bambini ed una donna incinta, e tre persone singole. Dei minori presenti, 13, alcuni potrebbero essere stati affidati dai genitori ad altre famiglie per favorirne l'espatrio. A gestire l'accoglienza in Puglia è la Protezione Civile regionale con il supporto di mediatori culturali e con l'assistenza sanitaria della Asl Bari.

La Protezione Civile ha assistito i profughi anche in merito a specifiche legate alle loro abitudini alimentari ed alla loro religione. "Hanno chiesto di bere del tè verde anzichè acqua - spiega il dirigente della Protezione civile regionale, Mario Lerario - e preferiscono non mangiare carne. Inoltre, hanno chiesto dei tappetini per poter pregare". Dopo l'atterraggio a Fiumicino ieri mattina, il gruppo è stato sottoposto a tampone, che ha dato per tutti esito negativo, e a bordo di autobus della Croce Rossa sono arrivati in Puglia. Trascorso il periodo di quarantena, i profughi saranno smistati nella rete delle strutture per l'accoglienza dei richiedenti asilo. 

La ASL di Bari si è poi attivata per fornire assistenza sanitaria per i primi 40 profughi afghani arrivati ieri in Puglia. Medici e infermieri sono intervenuti questa mattina nel Covid Hotel al quartiere San Paolo che in questo momento sta ospitando uomini, donne e bambini arrivati con il ponte aereo dall’Afghanistan. Gli uffici della ASL hanno già avviato le procedure per assegnare a tutti i profughi il codice Stp (straniero temporaneamente presente) in modo tale da garantire loro l’accesso alle prestazioni sanitarie. Con la collaborazione dei volontari della Protezione civile regionale, i sanitari hanno visitato i profughi accertando le loro condizioni di salute. Sono state fornite cure e terapie mediche ad alcuni dei profughi con patologie di lieve entità. Sono state visitate due donne gravide che sono in buone condizioni. Hanno ricevuto assistenza anche i più piccoli messi in sicurezza. L’equipe sanitaria ha avviato la presa in carico dei profughi che saranno monitorati anche nei prossimi giorni. 

"In questo momento - dice Mario Lerario, capo della Protezione civile pugliese - stiamo guardando alle esigenze delle singole persone, è gente che ha una gran voglia di vita e serenità. E' importante sostenerle, sono in una condizione di grande difficoltà e hanno bisogno di accoglienza". Per almeno una settimana non potranno uscire dall'hotel alla periferia di Bari e nemmeno incontrare altre persone, nel rispetto delle regole anti Covid. "Dopodiché decideranno se intraprendere il percorso con la richiesta dello status di rifugiato politico", aggiunge Lerario. E' possibile fare anche donazioni rivolgendosi alla Protezione civile pugliese, servono soprattutto abiti e generi di prima necessità

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