Gli ex lavoratori Om di nuovo in protesta, sit-in in Consiglio regionale: "Oramai non ci speriamo più"

Blitz sotto il porticato in via Capruzzi. Una trentina i partecipanti, che esponevano cartelli con su scritto 'vergogna'

"Oramai non ci credo più. E non ci crederò neanche se mi mettono una divisa da operaio addosso". Michele ha 43 anni e dentro lo stabilimento Om Carrelli di Modugno ha passato una buona parte di questi, prima di vedere il suo futuro sgretolarsi con la chiusura dell'azienda nel 2007. Di speranza ce n'è poca, ma non mollano i 178 operai, di cui un presidio è sceso in protesta in mattinata davanti alla sede del Consiglio regionale in via Capruzzi, a Bari.

Il sit-in

Una 30ina circa i partecipanti al presidio, assistiti dai sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil. Qualcuno ha portato alcuni cartelli con su scritto 'vergogna'. Forse però attenderanno l'arrivo di Emiliano prima di mostrarli. "La vera vergogna non va gridata su un foglio. E' nel cuore e nella testa di chi ci ha abbandonato" ricorda Michele, che ben ricorda le parole del governatore pugliese all'ultimo sit-in davanti alla sede della presidenza. "Non vi lasceremo soli, ci sono degli imprenditori interessati" aveva detto Emiliano.

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La mail della curatrice fallimentare

Eppure il termine ultimo per la presentazione delle offerte è scaduto - era il 15 aprile - e dalla curatrice fallimentare arrivano segnali poco incoraggianti. "Hanno mandato una mail - spiegano i lavoratori - in cui ci assicurano che in caso di un'offerta adeguata le procedure di licenziamento saranno bloccate". Il tempo stringe, forse meno di un mese e le lettere arriveranno agli operai.

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Amaro epilogo di sette anni di vertenze, con tanti progetti poi sfumati. L'ultimo quello della Tua Autoworks, azienda torinese che voleva riaprire lo stabilimento per produrre un'auto elettrica, presentata in pompa magna durante la Fiera del Levante. Sogno di un futuro tranquillo, sfumato quando si è scoperto che nelle casse della società c'erano poche migliaia di euro, troppo poche persino per pagare i tfr degli operai, che da dicembre sono senza sostegni economici.

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