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Venticinque anni dalla strage di via D'Amelio: "Borsellino, simbolo di un'Italia che non si rassegna"

Commemorazione, questa mattina, anche a Bari, dell'attentato che uccise il magistrato e cinque agenti della sua scorta, a 57 giorni dalla strage di Capaci

Si è svolta questa mattina, a Bari, la commemorazione del 25° anniversario della strage di via D'Amelio, quando un'autobomba uccise il magistrato Paolo Borsellino e 5 agenti della scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, a soli 57 giorni dall'altro attentato in cui perirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre poliziotti della scorta. Nel viale initolato ai due magistrati antimafia, nelle vicinanze del parco 2 Giugno, è stata deposta una corona di fiori nel corso di una cerimonia a cui hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di Bari Antonio Decaro, il vicepresidente pugliese Antonio Nunziante e i principali rappresentanti istituzionali e delle Forze dell'Ordine cittadini

“È fondamentale riunirci qui ogni anno - ha dichiarato il sindaco Antonio Decaro - con i rappresentanti della magistratura, delle Forze dell’ordine, delle istituzioni e di tutte le associazioni che testimoniano, con affetto e rispetto, il legame della città di Bari con Paolo Borsellino, nel venticinquesimo anno della sua tragica scomparsa e di quella dei componenti della sua scorta. Paolo Borsellino è stato, e sarà sempre, il simbolo di un’Italia che non si rassegna: per questo il Comune di Bari, come tutto il Paese, non smetterà mai di rinnovarne il ricordo e l’insegnamento. Lui, come Giovanni Falcone, Rocco Chinnici, Antonino Caponnetto, il generale Dalla Chiesa, Pio La Torre, è stato protagonista di una stagione in cui l’Italia ha pagato il prezzo più alto nelle azioni di contrasto alle mafie, contando più di 1.200 vittime nei primi anni ‘80: giornalisti, carabinieri, magistrati, politici, imprenditori e chiunque abbia rappresentato un ostacolo alla sfida alle mafie. Coltivare il ricordo significa praticare l’impegno quotidiano, nelle parole e nelle azioni. Per questo discuteremo presto in Consiglio comunale della costituzione della Consulta della legalità: un insieme di realtà che stanno insieme e fanno rete per promuovere iniziative che rafforzino la presenza delle energie sane nella città".

Anche il governatore pugliese, Michele Emiliano, ha ricordato l'anniversario della strage: "Nel giorno in cui l'Italia ricorda Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta - afferma -  misuriamo ancora una volta l’affetto, la gratitudine, la riconoscenza degli italiani onesti verso un grande magistrato, un servitore dello Stato, un eroe civile. Ciò che abbiamo imparato da lui è che la mafia non scompare con la sequenza delle catture e delle pene inflitte. Agli studenti amava ripetere che la via repressiva, da sola, non fosse sufficiente e che fosse necessaria la costruzione di uno status sociale, di un recinto di diritti, di più partecipazione e più democrazia. L’antimafia vera tocca a noi costruirla giorno per giorno.

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