Venerdì, 17 Settembre 2021
Cultura

Premio Don Sante per l'arte contemporanea: quasi 300 partecipanti da tutto il mondo

Sfiora i 300 partecipanti l’edizione 2020 del Premio don Sante per l’arte contemporanea promosso e organizzato dalla Fondazione Mons. Sante Montanaro di Casamassima. 'Da Luce a colore. Alla ricerca di un raggio di bellezza, è il titolo di questa edizione rivolta agli artisti nei linguaggi di pittura, scultura, installazioni, fotografia, video arte, performance, arte virtuale e multimediale.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Quasi 300 partecipanti - esattamente 297 artisti ammessi - alla seconda edizione del Premio don Sante per l'arte contemporanea, promossa dalla Fondazione Montanaro di Casamassima il cui tema è 'Da Luce a colore. Alla ricerca di un raggio di bellezza'. L’iniziativa – che nell’edizione Centenario del 2016-2017 – aveva preso corpo e raccolto 160 adesioni da gran parte del mondo, quest’anno fa il bis di consenso e raddoppia il gradimento. “Il tema del concorso – spiega il curatore Nicola Zito – come accaduto per la prima edizione del Premio, viene in parte desunto da un’affermazione di don Sante Montanaro: “L’arte cerca dovunque un raggio di bellezza”. “Con il termine “luce” – chiarisce ancora Zito – s’intende un “ente fisico” cui è dovuta l’eccitazione nell’occhio delle sensazioni visive; sia essa naturale o artificiale, è elemento fondamentale della vita dell’essere umano, centrale in tutte le attività, economiche e culturali. Con “colore”, che ha origini antiche, s’indica, in fisica, la luce stessa (monocromatica o policromatica), ma anche la sensazione fisiologica provocata dall’effetto di luci diverse per qualità e composizione. Nell’uso comune, si fa riferimento alla sensazione visiva ottenuta osservando un determinato elemento alla luce naturale”. Duecentonovantasette partecipanti, dunque, di cui 53 stranieri provenienti da Iran (23), Regno Unito (4), Ucraina (4), Serbia (4), Germania (3), India (2), Brasile (2), Grecia (1), Irlanda (1), Israele (1), Bulgaria (1), Taiwan (1), Venezuela (1), Spagna (1), Polonia (1), Belgio (1), Slovenia (1), Cina (1). L’età anagrafica dei partecipanti svela una forbice molto ampia, segno dell’universalità del tema: il più giovane ha 13 anni, il più anziano ha 82 anni (l’età media, dunque, è di 48), spalmati più o meno alla pari tra uomini e donne. Infine, le sezioni: 160 artisti si sono espressi attraverso la pittura, 72 attraverso la fotografia, 47 attraverso scultura e istallazione, 11 attraverso l’arte virtuale e multimediale, 7 tramite la video arte. Tre gli artisti non ammessi perché la domanda è pervenuta dopo la scadenza del bando. “Siamo davvero molto felici che questa seconda edizione abbia riscontrato ancor più successo della prima – ha commentato la presidente della fondazione, Nica Ferri – significa che il seme gettato qualche anno fa ha portato frutto. Per un attimo abbiamo temuto che la situazione pandemica rallentasse gli entusiasmi, ma devo dire che la risposta è stata entusiasmante. Merito anche del tema scelto”. Il Premio don Sante per l’arte contemporanea è una iniziativa cui la Fondazione Montanaro si è dedicata con grande entusiasmo raccogliendo il testimone di Mons. Montanaro, archivista del Vaticano (che in vita aveva fondato e diretto le riviste ‘Per una civiltà europea dello spirito’, e ‘Opera aperta’, curando, nello spirito del Concilio Vaticano II, proficui incontri e scambi di utili esperienze fra i rappresentanti più autorevoli delle varie culture in Italia e all'Estero). Adesso toccherà al comitato scientifico riunirsi per stabilire chi tra i 297 partecipanti potrà aspirare alla mostra conclusiva che sarà inaugurata l’8 settembre prossimo. Le modalità di organizzazione degli eventi – dall’inaugurazione ai laboratori ai collaterali – sono in corso di definizione e progettati alla luce delle nuove norme introdotte dopo l’emergenza sanitaria. “Stiamo studiando – ha fatto sapere Marilena Rodi, responsabile della comunicazione del progetto – una modalità in presenza e una online, così da non disperdere il patrimonio di esperienza della passata edizione e per garantire la massima partecipazione. Inoltre sarebbe assolutamente proficuo per il Premio incontrare i territori attraverso formule innovative di dialogo pubblico. Ma ci stiamo lavorando”.

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