Venerdì, 25 Giugno 2021
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ESCLUSIVA - Intervista all'azzurro Falaschi: "Via solo per una big"

A pochi giorni dall'inizio del raduno in casa New Mater, abbiamo raggiunto il palleggiatore della compagine gialloblu Marco Falaschi, fresco esordiente in maglia azzurra.

Marco Falaschi è un toscano doc: nato a Pisa ventitré anni fa ha una lunghissima militanza nei Lupi di Santa Croce, squadra della sua città nella quale ha giocato per cinque stagioni in A2, a cui si aggiungono quelle relative alle giovanili. Dopo stagioni di passaggio a Massa, Pescia e Spoleto, Falaschi raggiunge la massima serie con Castellana Grotte che decide di puntare, e molto, su di lui. La società di via Orazio non sbaglia e il palleggiatore pisano ripaga il club barese con una stagione sopra le righe che gli vale anche la convocazione nella nazionale di Mauro Berruto per la recente World League. Nonostante l'esplosione definitiva a grandi livelli, Falaschi ha deciso di restare a Castellana in A2 per puntare da subito al ritorno in A1. Noi di BariToday lo abbiamo raggiunto telefonicamente a pochi giorni dal raduno fissato l'otto agosto.

Marco, innanzitutto complimenti per la scorsa ottima stagione coronata con la convocazione in nazionale...
"E' stato un bel premio a una stagione che purtroppo è andata a finir male. Poteva andare sicuramente meglio, potevo fare qualcosina in più ma come primo anno non posso lamentarmi. E' andata comunque bene".
A distanza di qualche mese, l'hai metabolizzato l'esordio in azzurro?
"Sicuramente è stato un esordio diverso rispetto a quello con le giovanili (ride)...E' stato un bel banco di prova: giochi contro i migliori al mondo e con i migliori al mondo quindi è sicuramente una bella soddisfazione. Speriamo che questo possa essere solo un punto di partenza".
Quali sono i tuoi obiettivi personali per la prossima stagione?
"In campionato l'obiettivo, inutile negarlo, è quello di risalire in massima serie nonostante ci aspetti un campionato difficilissimo. E questo è da fare al più presto possibile. Dovremo partire sin da subito per centrare vittorie su vittorie perché l'obiettivo da raggiungere è duro, il campionato di A2 è difficile, ci sono molte partite e questo è stancante, oltre che dal punto di vista fisico, anche mentale. Speriamo di ritornare subito in massima serie e poi, magari, di costruire qualcosa di importante".
Nel giro di qualche mese è cambiata la serie, è cambiato il tecnico, sono cambiati molti dei tuoi compagni per la prossima stagione: come cambia secondo te la stagione alle porte per la New Mater?
"Per la guida tecnica, era inevitabile perdere Gulinelli perché ha avuto l'opportunità, credo irripetibile, di allenare nella sua Cuneo. Parlando con lui, se fossimo restati in A1 credo che sarebbe rimasto volentieri perché a Castellana si sta bene, è una società che lavora seriamente e, ad oggi, ce ne sono poche. Abbiamo vissuto un'estate difficile con la 'querelle' Treviso\Belluno e Roma; speravamo fino all'ultimo di poter essere ripescati ma non è stato così. Dovremo ripartire dalla A2 e cercare subito di ritornare in alto perché qui a Castellana si può fare veramente bene: si può fare della pallavolo di alto livello. Per ciò che riguarda i compagni, ognuno ha ricevuto delle offerte e chi poteva restare in A1 ci è restato. Però posso tranquillamente dire che sono andati via a malincuore perché è difficile trovare una società seria come Castellana".
Hai già conosciuto il tecnico Monti?
"Sì, l'ho conosciuto nella nazionale B e ci siamo incontrati anche da avversari sia in A2 che in A1 l'anno scorso. E' un allenatore valido sia dal punto di vista tecnico che umano e credo che possa essere un valore aggiunto per la squadra. Abbiamo un allenatore che può davvero farci fare il salto di qualità e speriamo di mettere in atto quelli che sono i buoni propositi e conquistare subito l'A1".
Durante il mercato hai ricevuto proposte da squadre di A1?
"Ci sono state proposte ma nulla di rilevante. Io comunque avevo un contratto con Castellana e sono felice di essere restato in Puglia perché mi sono trovato molto bene. Sarei andato via solo nel caso di squadre davvero importanti. E queste non ci sono state".
Facendo un balzo indietro alla stagione scorsa e rivivendo con te, che hai vissuto dal campo, le due facce dello scorso campionato della New Mater, quale credi possa essere stata la differenza alla base di questa sostanziale difformità di rendimento fra andata e ritorno?
"Quello che posso dirti è che nella prima parte di stagione ci sono stati molti infortuni e non abbiamo mai trovato una continuità soddisfacente a livello di gioco. In settimana non eravamo mai tutti e dodici perché c'era sempre qualcuno che non stava bene. Dovevamo cercare di limitare la fatica e gli acciacchi perché le gare c'erano tutte le settimane, a volte anche con i turni infrasettimanali, e in questo modo era piuttosto complicato. Radames Lattari ne ha pagato le conseguenze perché comunque la società doveva prendere delle decisioni. Con l'arrivo di Flavio (Gulinelli n.d.r) un cambio a livello mentale c'è stato sicuramente perché in allenamento spingeva nel sostenere che solo con il lavoro si poteva sovvertire la classifica pietosa del girone d'andata. Abbiamo cominciato a lavorare quasi dall'abc e tanto e i risultati sono arrivati. Purtroppo non siamo riusciti a centrare la salvezza, anche un po' per volere di altri...Ma questo è un altro discorso. Ripeto, il cambiamento è lampante che ci sia stato e avevamo trovato nel ritorno la quadratura giusta. Inoltre, vincere aiuta a vincere, abbiamo preso ulteriore fiducia e questo è servito ad agguantare qualche vittoria in più".

Dicevamo prima che è cambiato un po' tutto in questi ultimi mesi: la serie, i compagni e tutto il resto. Ma Falaschi è cambiato con l'esordio in nazionale e la prima stagione di A1 alle spalle o è sempre lo stesso?
"No no, Falaschi è sempre lo stesso...(ride). Riparto da Castellana con la stessa voglia di prima se non di più perché voglio innanzitutto riconquistare la nazionale anche il prossimo anno e poi, soprattutto, voglio tornare in A1. L'anno scorso ci è sfuggita per un solo punto e ce la meritavamo noi, la società e i tifosi".

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