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Colantuono: "Con l'Avellino out anche Macek. Terminiamo la stagione a testa alta"

Il ceco si aggiunge alla lista degli indisponibili come rivelato dal tecnico nella consueta conferenza stampa pre-partita. "Play-off? Se si faranno proviamoci finche c'è possibilità"

A tre giornate dal termine del campionato di Serie B, il Bari è atteso dalla trasferta di Avellino, in programma domani pomeriggio alle 15. Per i galletti vige l'obbligo di provare a portare a casa l'intera posta in palio per almeno un paio di buoni motivi. Vincere permetterebbe di tenere in vita le flebilissime chance di andare ai play-off (ammesso che vengano disputati ndr) e darebbe una buona iniezione di fiducia al gruppo, visto che la partita contro gli irpini è molto sentita da entrambe le tifoserie.

Anche al Partenio, tuttavia, il Bari dovrà far fronte ad una situazione complicata per ciò che concerne gli indisponibili. L'infermeria, già affollata, si è 'arricchita' di un nuovo elemento: "Macek si è aggiunto alla lista degli infortunati - ha esordito Colantuono nella consueta conferenza stampa pre-gara -. Abbiamo convocato dei ragazzi, ci attrezzeremo ugualmente. Siamo un gruppo di giocatori che possono andare a fare la partita aldilà delle assenze".

Le partite contro l'Avellino non sono mai come le altre. Anche a Colantuono è ben nota la rivalità che divide le due tifoserie, un motivo in più per provare a fare risultato. "E' una partita molto sentita. Dovremo fare il possibile per accontare i nostri tifosi che saranno numerosi. Vogliamo farlo per loro e per finire il campionato nel miglior modo possibile".

L'assenza di Macek va sommarsi alle defezioni in difesa e in attacco, ma non dovrebbe dar luogo a sconvoglimenti sul piano dell'assetto di gioco. "Dal punto di vista tattico - ha spiegato Colantuono - non posso anticipare molto. il problema di Macek l'abbiamo appreso solo stamattina. Non cambieremo molto, abbiamo una squadra che può fare una partita tosta e gagliarda"

I novanta minuti del Partenio potrebbero essere decisivi per il finale di stagione di una e dell'altra squadra in ottica play-off (per il Bari) e play-out (per l'Avellino). "E' tutto l'anno che diciamo questo. Dobbiamo provare a prendere questo treno play-off. Bisogna vedere innanziutto se si faranno, fin quando c'è lo spiraglio dobbiamo provarci. Dobbiamo finire con dignità, con la testa alta. Nel mio vocabolario non esiste la parola 'smettere'. Abbiamo fatto un lavoro di grande dignità finora e dobbiamo finire così".

Nell'esaminare i risultati delle scorse partite Colantuono ha più volte fatto riferimento alle tante defezioni avute dal Bari, pur ammettendo che probabilmente, oltre gli infortuni, qualcosa non è andato per il verso giusto. "Siamo andati in emergenza dal punto di vista numerico. Non è detto che se fossimo stati tutti avremmo fatto meglio ma qualcosa sarebbe stato sicuramente diverso. In corsa si possono fare cose, a noi è mancato questo. Non avevamo armi per cambiare le partite. Questo problema ce lo stiamo trascinando ma è un problema che c'è da inizio anno. Poi l'abbiamo sistemata con degli innesti che però ora sono assenti e siamo in difficoltà. A volte però credo basti una scintilla...".

Interrogato sul desiderio di vedere una prova di orgoglio dei suoi nella gara di domani il mister biancorosso si è nuovamente schierato dalla parte del gruppo. "Le partite che abbiamo disputato le abbiamo fatte con orgoglio, certamente non tanto per giocarle... A Salerno abbiamo fatto il possibile. Non si possono creare 20-30 occasioni a partita. Va tenuto presente che le partite di fine campionato sono più equilibrate, c'è chi lotta per i play-off, chi deve salvarsi. In generale bisogna essere bravi a sfruttare ciò che si crea. Noi dobbiamo lavorare con serietà e dignità, ciò che sarà alla fine si vedrà. Ripeto: guai a staccare la spina fino al termine del campionato".

Proseguendo nella disamina del suo percorso alla guida del Bari Colantuono ha affermato: "A me piace vedere il bicchiere mezzo vuoto. Non ero contento neanche quando vincevamo. Non è facile lavorare in mezzo alle polemiche. Bari è una piazza importante con un grande pubblico. Si può fare bene anche qui ma nei campionati succedono altre cose. Basta guardare al passato recente. Il Bari negli ultimi anni ha avuto un percorso tortuoso. Prima o poi verrà fuori da questa categoria. Questo pubblico non merita tale categoria ma ci vuole calma, programmazione. La promozione diventa una chimera senza queste componenti".

"Il nostro percorso è stato difficile - ha proseguito -. Quando sono arrivato questa squadra era in zona play-out. Abbiamo fatto una rincorsa, si sono create aspettative. Il mio lavoro è iniziato a novembre, se c'è stato un cambio d'allenatore c'era un problema. Io non faccio come qualcuno con cui sono andato a cena, mi parlava male della vecchia gestione, poi ho letto qualcosa dove la stessa persona asseriva che forse era meglio prima. Io, Stellone e tutti quelli che fanno questo lavoro conosciamo le difficoltà del mestiere. Va bene tutto, è il calcio. Il percorso è stato difficile, se le cose fossero andate bene non ci sarebbe stato il cambio d'allenatore. Siamo andati avanti, ci abbiamo provato, a un certo punto sembrava potessimo attaccare anche il quarto posto. Avevo indicato aprile come mese decisivo, vedremo". 

Inevitabili anche le domande sul futuro del tecnico che ancora una volta ha preferito non sbilanciarsi. "Io non posso parlare di futuro, specialmente in pubblico. Di futuro si parla a fine campionato. Non si può distogliere l'attenzione dalla gara di Avellino: dobbiamo essere concentrati su queste tre partite. Dobbiamo finire a testa alta, se non riusciremo a raggiungere l'obiettivo non sarà per negligenza ma per una serie di problematiche. Ciò che sarà l'anno prossimo si vedrà, ora pensiamo alla partita con l'Avellino, poi all'Ascoli e alla SPAL".

Nel finale anche una battuta su Maniero che ad Avellino, la passata stagione, segnò uno splendido goal in rovesciata. "Se gli ho fatto rivedere quell'azione? Non ce n'è bisogno visto che l'ha fatto lui in persona, se lo ricorderà. Riccardo ha avuto una stagione travagliata. Non ha segnato come nelle altre stagioni ma ha lottato, si è dato da fare. Basta un episodio per sbloccarsi. 

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