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Scuola, a Bari 1.200 posizioni Ata bloccate da 7 anni senza formazione e aumenti. Uil: "3mila in Puglia"

L'accordo nazionale tra sindacati e ministero prevede la surroga delle posizioni economiche chesi determinano in conseguenza dei pensionamenti o della mobilità interprovinciale

Una misura attesa da sette anni per il personale scolastico Ata rimasto ancorato nelle sue posizioni economiche nonostante la possibilità di avanzare data dagli accordi nazionali. Un provvedimento attraverso la cosiddetta surroga, previa apposita formazione, delle posizioni di chi è andato in pensione, che nella sola provincia di Bari interessa 1.214 posizioni a tempo indeterminato rimaste al palo in attesa di nuove graduatorie.

È la Uil scuola a richiedere all’Ufficio scolastico regionale l’applicazione in Puglia di ciò che altrove ha trovato già da tempo esecuzione. Sono 3 mila e 177 le posizioni già autorizzate rimaste però ferme. Di queste 974 riguardano assistenti amministrativi, 339 assistenti tecnici e 1.864 collaboratori scolastici. Numeri importanti su Bari e la sua area metropolitana, che conta le posizioni autorizzate per 367 assistenti amministrativi, 138 assistenti tecnici e 709 collaboratori scolastici. Si tratta di sancire aumenti di stipendio che vanno dai 1.200 ai 1.800 euro all’anno a seconda della posizione da attivare. Di norma l’aggiudicazione avviene al momento della cessazione dal servizio di un titolare: quando un dipendente Ata con posizione economica va in pensione, ne subentra un altro in surroga, in posizione utile in graduatoria, che va in formazione.

“Ci sono centinaia di queste posizioni rimaste scoperte – spiega il segretario regionale Uil Scuola Giovanni Verga -, che andrebbero surrogate, in favore di chi da anni è in graduatoria e di chi deve essere ancora formato. Insomma, un vero e proprio pasticcio, mentre altrove si procede fluidamente alle surroghe e alla formazione. Per questo – prosegue - abbiamo invitato il neo direttore generale ad affrontare questo problema che si trascina da tempo. Auspichiamo che dopo le emergenze legate alla ripartenza della scuola, la direzione regionale metta in agenda, con l'urgenza che il caso richiede, la trattazione della questione, in quanto al personale Ata non viene corrisposta una retribuzione accessoria. Naturalmente, tutto ciò determina la riduzione del fondo d’istituto, oltre che – conclude - ripercussioni negative sull’organizzazione delle quotidiane attività di supporto ai servizi generali e all'assistenza degli alunni disabili”.

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