Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Vaccini, i sindacati chiedono due giorni di chiusura delle scuole dopo la dose ai docenti: "Molti hanno la febbre"

La richiesta al termine di un incontro con l'assessore regionale al Lavoro Sebastiano Leo: "Anche i corsisti universitari impegnati in presenza nelle 150 ore di tirocinio del sostegno hanno diritto alle dosi"

Vaccini antiCovid anche per gli ultrasessantacinquenni e per chi ha gravi patologie e non ha potuto ricevere la dose di AstraZeneca. Ma anche un Piano straordinario per chi non si è potuto sottoporre alla somministrazione perché in isolamento fiduciario o per chi non ha potuto manifestare il suo interesse. Dopo le rimostranze dei giorni scorsi i sindacati coinvolgono nelle loro richieste alla Regione Puglia anche i tirocinanti del Tfa per il sostegno corsisti dell’Università impegnati 150 ore in presenza a scuola, ma tagliati fuori dalla Fase 1 del piano vaccinale messo a punto da governo centrale e regionale. Lo hanno fatto durante un incontro che li ha visti confrontarsi con i responsabili dell’ufficio Scolastico regionale e con la Giunta regionale rappresentata dall’assessore al Lavoro Sebastiano Leo. Da quest’ultimo è arrivata un’apertura affinché siano inserite nella programmazione delle vaccinazioni avviate per il personale scolastico queste figure rimaste scoperte dalle procedure. Si tratta di 15/ 20 per cento dell’intero personale della scuola. Proprio i corsisti del Tfa avevano manifestato il loro disappunto perché non contemplati nelle liste stilate dagli istituti dove sono impegnati nelle ore di tirocinio (quindi non come dipendenti della scuola) e né tanto meno in quelle delle Università dove sono iscritti come studenti.

“Era giusto dar voce alle loro istanze – spiega al termine dell’incontro Roberto Calienno, segretario pugliese della Cisl scuola – per questo abbiamo richiesto alla Regione di farsi carico della loro situazione. L’assessore Leo ha dato la sua disponibilità a discuterne per trovare una soluzione”. Ma c’è un’altra questione che ha coinvolto i sindacati ed è quella della confusione creatasi nelle classi dove i docenti, dopo aver ricevuto la dose di vaccino, si sono dovuti assetare per uno o due giorni a causa delle febbri procurate dal farmaco.

“Non vogliamo che si verifichi quello che sta accadendo in questi giorni – sottolinea Calienno -  con diverse scuole assenti a causa della somministrazione del caccino e tanti bambini che vogliono invece entrare a scuola, per seguire le lezioni in presenza. È necessario che l’Ufficio scolastico regionale inviti gli istituti a una maggiore flessibilità. Per questo è auspicabile anche che i sindaci ordinino la chiusura delle scuole dove sono in corso le vaccinazioni fino al giorno successivo alla somministrazione della dose. Toglierebbero dall’impacco molti dirigenti scolastici che non sanno se sia il caso di prendere decisioni simili”.

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