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Luminarie antimafie distrutte poco dopo l'installazione a Bitonto: "Non ci fermeremo"

L'atto vandalico ha riguardato il nome di Peppino Impastato, preso a sassate da ignoti. Il primo cittadino: "Vuol dire che abbiamo colpito nel segno"

Erano state installate poche ore prima, ma a quanto pare a qualcuno già davano fastidio. Parliamo delle luminarie antimafia che stanno venendo realizzate a Bitonto, nel Barese, oggetto questa notte di un atto vandalico. A darne notizia è il sindaco del comune, Michele Abbaticchio, attraverso un post sui social. Ignoti hanno preso a sassate, abbattendola, la frase "La mafia uccide, il silenzio pure" in via San Luca, riuscendo a distruggere il nome dell'autore: Peppino Impastato.

Un gesto dal forte valore, a cui il primo cittadino risponde così:

Informo i gentilissimi, visto che abbiamo evidentemente colto nel segno, che le iniziative culturali si ripeteranno ossessivamente proprio dove dimostrate che vi stiamo dando fastidio.
Quelle frasi ve le imprimeremo in testa, davanti alla vostra casa.
Continuate pure e vi ricorderemo, per ogni giorno della vostra esistenza, cosa significa la porcheria al quale avete consegnato la vostra vita.

Non poteva esserci luminaria diversa a Bitonto, dove furono proprio i clan a uccidere per errore nel 2017 una donna anziana - usata come scudo umano in una sparatoria - per cui è stato recentemente condannato il boss Conte. L'inaugurazione ufficiale è prevista nel pomeriggio, alle 17.30

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