Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Rissa al congresso provinciale, è scontro interno all'Arcigay

Il presidente nazionale Patanè indirizza una lettera a Bersani e Renzi accusando il PD di intromettersi nelle vicende dell'associazione. Da Bari la replica del presidente uscente Maffia: "Patanè non dica stupidaggini"

Il giorno dopo la rissa al congresso provinciale che avrebbe dovuto eleggere il nuovo presidente dell'Arcigay di Bari, i contrasti interni all'associazione vengono fuori. E lo scontro è tra Giuseppe Maffia, presidente uscente del comitato barese e ricandidato all'elezione, e il presidente nazionale di Arcigay, Paolo Patané.

LE ACCUSE DI PATANE' AL PD - Tutto è partito da una lettera indirizzata oggi da Patanè a Renzi e Bersani, il cui il presidente dell'Arcigay nazionale accusava il PD di intromissioni nelle questioni dell'associazione.  "Arcigay vive in questo momento un confronto interno complesso - si legge nella lettera di Patané - con fasi e passaggi anche profondamente conflittuali: andiamo a novembre a congresso nazionale. Che ci fa il PD dentro le nostre vicende?".  "Com'è potuto accadere - prosegue Patané - che ieri a Bari, ad un congresso provinciale annunciato come teso e sofferto, si siano presentati un consigliere comunale del PD, il responsabile regionale diritti civili del PD, il segretario provinciale dei giovani democratici ed altri esponenti del partito, e degli stessi giovani, a esercitare un voto a sostegno di una parte e contro un'altra, diventando essi stessi "fazione" in un congresso finito a spintoni e vetri rotti, con decine di persone inasprite e con il vostro responsabile regionale diritti civili ad impedire al presidente nazionale di Arcigay di prendere la parola? Ma il ruolo di un partito, e soprattutto attraverso chi vi riveste ruoli delicati, non dovrebbe essere quello di osservare e semmai mediare?" "Siete entrati nel conflitto interno ad una associazione - accusa il responsabile Arcigay - per parteggiare con alcuni e contro altri, e spostare, falsandolo, il risultato di un congresso: ieri questo è quello che ha fatto il PD a Bari attraverso il voto dei suoi rappresentanti. "Purtroppo quello di Bari - osserva Patané - non è un caso isolato. E' ora di finirla con l'ipocrisia acquiescente: un partito che interferisca pesantemente nella vita di un' associazione come Arcigay, o che lasci che alcuni suoi componenti lo facciano, per usare l'associazione come trampolino per le loro candidature o carriere personali, è un partito immaturo e senza futuro. Io personalmente combatterò la mia battaglia per impedire questo malcostume. Oggi però chiedo a voi, una volta per tutte, un segnale molto forte sulla vicenda di Bari, ma, di più, il segnale di una volontà: quella di recuperare un senso del limite".

LA REPLICA DI MAFFIA - Le accuse di Patanè non sono però piaciute al presidente uscente dell'Arcigay di Bari, Giuseppe Maffia.  "Tirare in ballo il Pd è una stupidaggine". Ha commentato Maffia. "Paolo Patané attacca il Pd reo, a suo avviso di voler interferire con la vita associativa di Arcigay, giustificando così la rissa scoppiata al congresso del comitato provinciale Arcigay di Bari riunito ieri". "Le motivazioni di Patané - afferma Maffia - sono del tutto fantasiose. Si scaglia contro il Pd per nascondere il suo tentativo di stravolgere la vita democratica dell'Associazione".
Patané, secondo Maffia, "dovrebbe semmai rispondere del fatto che al congresso di Bari per l'elezione degli organi dirigenti e dei delegati al congresso nazionale c'erano 50 tessere fantasma di membri di altre associazioni, come la 'Link' o il collettivo 'Cime di queer', pronte a sostenere il candidato di Patané". "Nasconde il fatto - aggiunge - che sia lui per primo a fomentare le risse e che l'unica cosa che veramente teme é che la sua mozione congressuale venga sconfitta democraticamente". "Tirare in ballo il Pd - afferma ancora - é una stupidaggine. In assemblea ieri c'erano alcuni iscritti al Pd che però sono a pieno titolo iscritti regolarmente e alcuni da anni ad Arcigay. Ormai è da tempo che oltre che batterci contro l'omofobia dobbiamo guardarci le spalle anche dalla cattiva gestione di questo presidente".

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