Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Caso Straccia, da "Chi l'ha visto?" nuove ipotesi sulla morte

Nel corso della trasmissione in onda ieri sera su Rai 3 alcune testimonianze hanno fatto emergere nuove ipotesi sulle possibili circostanze della morte dello studente marchigiano, che stando a quanto riferito da un testimone potrebbe essere stato apinto in mare da qualcuno

Roberto è stato spinto in mare da due persone. E qualcuno avrebbe assistito alla scena, scegliendo tuttavia di non intervenire. E' il contenuto di una testimonianza giunta alla redazione di "Chi l'ha visto" e letta ieri sera nel corso della trasmissione, durante il collegamento in diretta con casa Straccia a Moresco. Un sms inviato da una persona che preferisce rimanere anonima, ma che fa nome e cognome di qualcuno che avrebbe assistito alla scena, pur scegliendo di non intervenire e di tacere. Un messaggio la cui veridicità resta ovviamente tutta da verificare, ma che se si rivelasse fondato potrebbe dare una svolta alle indagini sulla morte di Roberto, sulla quale continuano ad indagare, in stretta collaborazione, le Procure di Bari e Pescara.

Ma nel corso della trasmissione si affaccia anche un'altra ipotesi che potrebbe spiegare perchè Roberto sia finito in acqua. A farla emergere è la testimonianza di un telespettatore, confermata poi da altre telefonate giunte in diretta durante la trasmissione. Queste persone riferiscono di aver visto in più occasioni, proprio nella zona del lungomare solitamente frequentata da chi fa jogging, un pitbull libero, senza guinzaglio né museruola, che spesso si sarebbe avventato contro i passanti, spaventandoli e mettendoli in fuga. Un incontro "pericoloso", dunque, che quella sera del 14 dicembre potrebbe essere capitato anche a Roberto, provocando nel ragazzo una paura tale da indurlo a gettarsi in acqua come unica soluzione per sfuggire all'aggressione del cane. E qui Roberto, che non era un grande nuotatore, sarebbe stato sopraffatto dalla furia del mare in burrasca.

Due ipotesi che tali restano, ma che potrebbero aprire nuove piste d'indagine sulla morte di Roberto. Intanto sempre ieri dall'autopsia è arrivata la conferma ufficiale del riconoscimento, che i genitori non avevano potuto effettuare a causa delle condizioni del corpo, rimasto per quasi un mese in mare. Gli atti degli esami, tra cui anche alcune analisi tossicologiche disposte per accertare se il ragazzo avesse ingerito farmaci o altre sostanze, sono stati tuttavia secretati, e ai medici è stato dato tempo due mesi per depositare le relazioni. Due i punti su cui gli esami dovranno far luce: quali siano state le cause del decesso, e quando la morte sarebbe avvenuta.

Per il momento, delle tre ipotesi sulla morte di Roberto (omicidio, suicidio, caduta accidentale) ce n'è soltanto una che sembra perdere quota dopo l'autopsia, ovvero quella dell'omicidio: sul cadavere, infatti, non ci sarebbero segni che possano far pensare ad una morte violenta. Eppure, se la testimonianza arrivata ieri fosse si rivelasse attendibile, questa ipotesi potrebbe diventare quella più accreditata, mentre la famiglia di Roberto continua ad escludere categoricamente che possa essersi trattato di suicidio.

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