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Fabio e Mingo, Codacons pronto a costituirsi parte civile

L'associazione dei consumatori ha annunciato che si costituirà parte offesa nella vicenda relativa al presunto falso servizio realizzato dagli (ex) inviati pugliesi della trasmissione

Dopo la notizia dell'indagine aperta dalla Procura di Bari sul presunto falso servizio realizzato dagli inviati di Striscia la notizia, Fabio e Mingo, scende in campo anche il Codacons. L'associazione dei consumatori ha annunciato oggi che si costituirà parte offesa, in rappresentanza dei telespettatori italiani, nel procedimento che riguarda i due ex collaboratori del tg satirico di Canale 5.

"Striscia la notizia - spiega l'associazione in una nota - è da sempre una trasmissione dedita alla difesa dei cittadini e alla denuncia di truffe. Per tale motivo, se dalle indagini della Procura di Bari dovessero emergere illeciti, si determinerebbe - oltre al danno per il programma - una grave lesione della buona fede dei telespettatori". "Esprimiamo solidarietà e vicinanza ad Antonio Ricci e a tutto il team della trasmissione – afferma il Presidente Carlo Rienzi – e ci costituiamo parte offesa nel procedimento aperto dalla magistratura, affinché i diritti degli utenti siano garantiti anche sul fronte televisivo e dell’informazione".

L'inchiesta della Procura di Bari riguarderebbe un solo servizio, quello relativo ad un presunto falso avvocato, andato in onda nel 2013, che in realtà sarebbe risultato essere inventato. Tuttavia, secondo voci riportate oggi dall'edizione online del Corriere del Mezzogiorno, la redazione di Striscia la notizia avrebbe esteso le sue verifiche interne ad almeno una decina di servizi.

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