Martedì, 21 Settembre 2021
Politica

Il Consiglio regionale dice no al deposito di rifiuti radioattivi: "Puglia già sede di attività industriali ad alto impatto ambientale"

Approvata ieri dall'aula di via Gentile una mozione per dire no all'ipotesi di realizzare l'impianto nel territorio murgiano e impegnare la giunta "a praticare ogni utile iniziativa finalizzata a far desistere il Governo"

Il Consiglio regionale ribadisce il no pugliese all'ipotesi del deposito nazionale di rifiuti radioattivi sulla Murgia. L'aula di via Gentile ha approvato all’unanimità la mozione urgente proposta dall’Ufficio di Presidenza e firmata e condivisa da tutti i capigruppo.

In premessa, nel testo della mozione è scritto che con il nulla osta del Governo, la SOGIN (società pubblica di gestione del nucleare, incaricata allo smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi), ha redatto e reso pubblica la Carta Nazionale delle Aree  Potenzialmente  Idonee (CNAPI) allo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, individuando le aree potenzialmente idonee che in Italia sono sessantasette e tra queste, cinque rientrano nel territorio della Regione Puglia e in particolare nei comuni di Gravina di Puglia (Ba}, Laterza (Ta) e Altamura (Ba). Nel documento si sottolinea anche che "la Puglia è già sede di numerose attività industriali ad alto impatto ambientale, quali quelle connesse al ciclo dell'acciaio e alla produzione di energia da fonti non rinnovabili".

"Con la mozione si vuole manifestare - è spiegato in una nota - il profondo dissenso del Consiglio regionale della Puglia alla localizzazione nel territorio pugliese del deposito nazionale di rifiuti e a garantire il supporto tecnico agli Enti locali coinvolti affinché gli stessi non subiscano aggravi di spese per redigere opportune osservazioni da inviare a SOGINB. A tal riguardo, è opportuno sottolineare come l'avviso per la consultazione pubblica sulla localizzazione del deposito nazionale, già pubblicato il 5 gennaio 2021, prevede che nei sessanta giorni successivi alla pubblicazione, le Regioni, gli Enti Locali, nonché i soggetti portatori di interessi qualificati, possano formulare osservazioni e proposte tecniche".

"Il Consiglio regionale tenuto conto anche di quanto considerato nella mozione presentata dal Gruppo di Fratelli d’Italia impegna dunque la Giunta a praticare ogni utile iniziativa, anche di concerto con le regioni confinanti, a partire dalla Basilicata con cui il dialogo è già avviato, finalizzata a far desistere il Governo da ogni possibilità di allocare sul territorio regionale il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi partecipando alla consultazione pubblica in corso e nominando una Cabina di Regia regionale che, insieme ad ANCI, all'Università e alle organizzazioni di categoria, possa dare supporto tecnico, scientifico e giuridico ai comuni interessati dal progetto, affinchè, insieme al personale tecnico della Regione, nei sessanta giorni decorrenti dal 5 gennaio 2021, siano predisposte le osservazioni necessarie da presentare alla Sogin". 
 

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