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Giovedì, 18 Agosto 2022
Politica

Due mesi alle elezioni, da Fdi al M5S: partiti pugliesi in fermento. Con e l'appello ad Emiliano: "Non candidarti"

Conto alla rovescia per le Politiche del 25 settembre: il taglio dei parlamentari (passati a 400 per l Camera e 200 per il Senato) costringerà i partiti a dover bilanciare con attenzione le scelte

Lo scioglimento delle Camere e le Elezioni Politiche anticipate che si svolgeranno il 25 settembre hanno letteralmente portato in ebollizione la politica nazionale e, senza alcuna differenza, anche quella pugliese. I partiti hanno già cominciato le trattative per comporre gli schieramenti dopo il terremoto romano degli ultimi giorni. Da una parte il centrodestra (non troppo unito) tra Fratelli d'Italia, Lega e (quasi tutta) Forza Italia), dall'altra un Pd che non guarda più al 'campo largo' con i Cinquestelle, dilaniati dalla scissione del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, bensì ad altre forze, di centro e di sinistra, per coagularsi attorno a un programma, pur con molte differenze.

Il taglio dei parlamentari (passati a 400 per l Camera e 200 per il Senato) costringerà i partiti a dover bilanciare con attenzione le scelte, perchè un terzo dei nuovi deputati e senatori sarà eletto da collegi uninominali dove, secondo i sondaggi, il centrodestra potrebbe fare man bassa di vittorie. Meno posti in parlamento, per alcuni partiti (specie il M5S largamente premiato alle precedenti consultazioni del 2018) significheranno anche un crollo degli attuali rappresentanti, mentre per Fdi e altre formazioni (Pd in testa) ci potrà essere un allargamento della base parlamentare.

In quest'ottica, i partiti in Puglia sono già in fermento, seppur i nomi dei candidati siano ancora misteriosi. Incuriosisce l'appello della lista Con, che fa riferimento agli alleati più fedeli del governatore Michele Emiliano e che chiede proprio al presidente pugliese di non candidarsi al Parlamento: “Seguiamo con grande attenzione - spiega il consigliere regionale Giovanni Tupputi - quanto sta succedendo a Roma, ma non possiamo esimerci dal rivolgere un accorato appello al presidente Emiliano: ci auguriamo che non si candidi alle elezioni politiche perché la Puglia ha bisogno di lui. I cittadini si sono espressi due anni fa, con un consenso straordinario per il nostro presidente ed oggi più che mai, in un contesto nazionale di incertezza, dobbiamo essere capaci di dare stabilità alla nostra Regione nel segno della continuità. Chiediamo, perciò, al presidente Emiliano di proiettarsi verso il terzo mandato in Regione, rilanciando l’azione del governo pugliese e ravvivando i colori di una visione in cui la Puglia e i pugliesi hanno creduto e continuano a farlo. Non possiamo deluderli”. Stesso appello è+ arrivato anche dalla lista 'Per la Puglia' in Consiglio regionale.

Nel centrosinistra si registra anche la valutazione del segretario regionale uscente del Pd, il deputato Marco Lacarra: "La fine del Governo Draghi - dice -  è una brutta pagina per il nostro Paese, in cui sono prevalse le ragioni personali e non l’interesse dell’Italia e dei suoi cittadini. Inutile, però, continuare a parlare di colpe e di colpevoli, ciò che conta in questo momento è andare avanti e garantire, quanto prima, al Paese un Governo stabile che possa realizzare quei progetti che, quanto accaduto nelle ultime ore, ha fermato. Non posso che ringraziare Mario Draghi per quello che ha fatto in questi mesi di Governo, ma da oggi dobbiamo guardare alle elezioni e continuare a lavorare per il bene dei cittadini. Il Pd è pronto a lottare per garantire un futuro all’Italia e tutti noi sappiamo che alle urne si vedrà chi ha pensato al Paese e chi no", conclude Lacarra.

Aria movimentata, invece, all'interno del M5S, partito che secondo gli avversari politici, avrebbe provocato l'avvio della crisi che ha portato alle dimissioni di Mario Draghi: "Il Movimento - spiega il 'coordinatore' pugliese e deputato Leonardo Donno - non ha chiesto poltrone, ma ha posto dei temi seri e ha chiesto l'impegno di tutti nel dare risposte concrete alla crisi. Gli altri partiti - analizza -  hanno pensato bene di ignorare queste richieste, pensando solo a perseguire i propri interessi. I componenti del centrodestra, quelli responsabili, hanno fatto saltare il banco per cercare di capitalizzare il consenso elettorale. Questo è fare gli interessi dei cittadini? Abbiamo assistito a delle scene vergognose, siamo stati attaccati da tutti, ma non ci fermiamo e non molliamo".

Nel centrodestra, invece, si guarda con ottimismo alla fine della legislatura e alle prossime elezioni da favoriti per la vittoria: "Conclusa l'esperienza del sesto governo dal 2013 - dice il deputato barese di Fdi, Marcello Gemmato - . Si sono susseguiti ben sei governi in nove anni, vale a dire un governo ogni diciotto mesi, una durata di poco meno di un anno e mezzo. Ed oggi qualcuno ci fa lezioni di 'stabilità del Paese'. Chi da ieri pomeriggio costruisce spauracchi e mostri sulla possibilità che, al prossimo giro, al governo ci saranno Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia, e insiste nel sostenere che gli italiani vogliano invece al governo la sinistra, non fa i conti con la realtà: questa esperienza di governo è stata fallimentare sin dall'inizio. E Giorgia Meloni già allora, quando i sondaggi non erano di certo favorevoli per FdI, chiedeva il ritorno alle urne per poter consegnare agli italiani un governo lineare e non un'accozzaglia di anime politiche che nulla avevano in comune una con l'altra. Quel momento è arrivato, con Fratelli d'Italia siamo pronti ad una campagna elettorale di contenuti, con un programma di governo che dovrà avere la responsabilità anche di rimediare ai danni creati dalla sinistra in questi anni, che riporti l'Italia al lustro che merita e restituisca dignità agli italiani, con giuste politiche del lavoro, sociali, economiche, sanitarie, ambientali. Nessuno dovrà restare indietro, nessuno dovrà sentirsi escluso nel processo di crescita che Fratelli d'Italia ha già in mente. Elmetto in testa, quindi, anche in Puglia, dove la sinistra ha sperimentato negli ultimi anni il sodalizio con i grillini, e nulla di buono ha prodotto per i pugliesi, diventando invece un poltronificio, un contenitore di demeriti a beneficio solo di pochi o della cerchia del presidente Michele Emiliano" conclude Gemmato.

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