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Migranti al lavoro per la pulizia di piazze e giardini, Cgil contro la proposta di Decaro

Il segretario provinciale Pino Gesmundo boccia l'idea avanzata dal sindaco di impiegare i migranti come volontari in lavori di pubblica utilità: "Lavoro gratis? E' un sopruso, siamo al razzismo istituzionale"

L'idea è stata lanciata dal sindaco Decaro, che l'ha portata al tavolo del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza: avviare un protocollo che consenta ai migranti ospitati nel Cara di Palese di essere impiegati, su base volontaria, in attività di pubblica utilità, come la pulizia di piazze e giardini della città. 

Un progetto, quello illustrato dal primo cittadino, che ricalca una proposta già lanciata anche in altri Comuni del Nord, e che secondo Decaro rappresenterebbe un modo per favorire l'integrazione degli immigrati. L'adesione alle attività avverrebbe esclusivamente per scelta volontaria da parte dei richiedenti asilo ospitati nel Cara (i quali spesso restano nella struttura per diversi mesi, in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato), e a titolo gratuito.

Ma se da una parte le istituzioni vagliano la possibilità di avviare concretamente l'iniziativa, dall'altra la proposta sta suscitando critiche e polemiche. Una netta bocciatura è venuta, ad esempio, dalla Cgil, che per bocca del suo segretario provinciale, Pino Gesmundo, definisce l'idea "aberrante". 

"Questa idea che si possa "lavorare" senza un equo compenso è aberrante - scrive Gesmundo in una nota pubblicata su Fb - Ed è scandaloso che il tutto sia ammantato da un nobile progetto con finalità di volontariato che viene proposto ed organizzato, però, dallo stesso soggetto che ne deve usufruire. Se stiamo ragionando di lavori di giardinaggio, pulizie varie e quant'altro, allora bisogna comprendere che la caratteristica fondamentale del lavoro subordinato in base alla attuale legislazione sta nel nesso tra prestazione resa dal lavoratore e l'obbligo del datore di lavoro di corrispondere una adeguata retribuzione. Il lavoro - sottolinea il segretario della Cgil Bari - va sempre remunerato, altrimenti è un sopruso".

"In una terra come quella pugliese, martoriata da fenomeni di caporalato, sottosalario, lavoro nero fino a giungere a forme di vero schiavismo, come le cronache di questi giorni hanno dimostrato, a Bari istituzionalizziamo il lavoro "a gratis". Siamo al razzismo istituzionale!". "Per dare risposte alle politiche di integrazione e migliorare le politiche di accoglienza - conclude Gesmundo - serve ben altro che mortificare nella propria dignità uomini e donne che scappano dalle proprie terre per fame o guerre".

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