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Napolitano a Conversano: "Coesione sociale per uscire dalla crisi"

A Conversano per commemorare la figura del parlamentare Giuseppe Di Vagno, ucciso dai fascisti nel 1921, il Presidente della Repubblica si sofferma a lungo a parlare della crisi: "Indispensabili spirito di sacrificio e slancio innovativo, ma anche spirito di equità"

Secondo e ultimo giorno di visita ufficiale in Terra di Bari per il Presidente della Repubblica Giorgio NapolitanoDopo la visita al carcere di Turi, dove furono rinchiusi Antonio Gramsci e Sandro Pertini, il Capo dello Stato, accompagnato dalla moglie Clio, si è recato a Conversano per partecipare a una iniziativa per commemorare la figura del parlamentare Giuseppe Di Vagno, la prima vittima del fascismo, ucciso nel 1921.

Prima di entrare il presidente si è soffermato qualche minuto a salutare la folla e i bambini accalcati lungo le transenne. Napolitano è stato accolto all'ingresso del palazzetto dello sport dal presidente della fondazione Di Vagno, Gianvito Mastroleo insieme con il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto e il sindaco di Conversano, Giuseppe Lovascio e da rappresentanti delle istituzioni locali. All'iniziativa partecipano anche i presidenti della giunta e del consiglio regionale pugliese, Nichi Vendola e Onofrio Introna, il presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli.

Al centro del suo intervento, la crisi economica attraversata dall'Italia e la crisi di fiducia insorta in ambito europeo nei confronti del nostro Paese. "Per uscire dalla crisi, per riconquistare la credibilità internazionale - ha esordito Napolitano - l'Italia deve "ritrovare la strada della coesione sociale e nazionale che oggi si impone categoricamente".

"Bisognerà rivedere e cambiare molte cose", ha proseguito il Presidente, "sono indispensabili spirito di sacrificio e slancio innovativo, e anche misure che possono apparire impopolari e richiedono spirito di equità, cioé suddividere pesi e carichi secondo possibilitità".

 Poi ha lanciato un appello alle forze politiche: "L'Italia non può ritrovare la sua strada in un clima di guerra politica. E' indispensabile un riavvicinamento fra campi politici contrapposti per condividere alcune misure indispensabili, necessarie per riprendere il posto che ci spetta nella comunità internazionale".  "Riavvicinamento fra campi politici contrapposti - ha spiegato ancora Napolitano -  non significa "confondersi" o annullare le idendità politiche, significa condividere scelte che sono necessarie al paese e sono indiscutibili. Come altre volte, il capo dello stato ha detto che devono cambiare molte cose: "il modo di governare, di produrre e di lavorare, di comportasi di tutti noi" perché la crisi è profonda e "sconvolgente". La coesione sociale e nazionale, ha concluso Napolitano, richiede uno sforzo "straordinario".
 

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