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Trivelle, dalla Fiera il no di sei governatori. Emiliano: "Promuoveremo il referendum"

Puglia, Molise, Abruzzo, Basilicata, Calabria e Marche pronte a discutere la delibera nei rispettivi Consigli. Il presidente pugliese: "Abbiamo deciso di impugnare lo Sblocca Italia sulle norme di ricerca e sfruttamento. Con questo atto ci assumiamo una grande responsabilità"

Sei Regioni pronte a promuovere il referendum contro le trivellazioni nel mar Adriatico e Ionio. Il no dei governatori di Puglia, Molise, Basilicata, Calabria, Abruzzo e Marche arriva dalla Fiera del Levante, dove in mattinata si è tenuto il vertice voluto da Michele Emiliano. Al termine dell'incontro, i presidenti delle regioni hanno annunciato che sottoporranno ai rispettivi Consigli regionali una delibera per richiedere l’indizione del referendum sulle norme contenute nello Sblocca Italia che autorizzano ricerche e trivellazioni.

"Abbiamo deciso, in linea con i presidenti dei consigli regionali - ha spiegato Emiliano - di sostenere nelle aule delle varie regioni le delibere che chiederanno l’indizione di un referendum per la dichiarazione di incostituzionalità di alcune norme che consentono le ricerche e le trivellazioni minerarie nel nostro mare. Non una impugnativa dello Sblocca Italia nel suo complesso ma solo di quelle parti che consentono questo tipo di attività. Non vogliamo certo bloccare l’attività del governo o il suo indirizzo energetico ma fare in modo che venga condiviso da tutti. È un atto di leale collaborazione attraverso l’esercizio di prerogative costituzionali con il quale i governi regionali fanno valere le loro visioni strategiche sul futuro economico, turistico e ambientale delle loro regioni, quando queste visioni sono in contrasto con atti individuati dal governo, anche ovviamente valutando che alcune norme abbiano dei profili di incostituzionalità proprio con riferimento al sistema regionalistico previsto dalla Costituzione”.

Nel corso della riunione odierna sono stati approvati i quesiti che saranno inseriti in un’unica delibera che man mano sarà sottoposta ai Consigli regionali

"Abbiamo formulato i quesiti in modo strettamente connesso alle norme che consentono le attività di ricerca e sfruttamento dei giacimenti petroliferi in mare. Lo Sblocca Italia non viene impugnato nel suo complesso – ha ribadito Emiliano - ma solo nei limiti nei quali agevola e cambia le norme ordinarie che sono previste per questo tipo di attività. Questo evento ha comunque un valore politico molto rilevante, perché è la prima volta che alcune regioni si collegano non solo al fine di costruire un'identica condotta con riferimento alle stesse norme di legge, ma una visione del proprio futuro che tende a realizzarsi in modo congiunto, senza ovviamente travalicare i limiti della Costituzione della Repubblica e della Conferenza delle Regioni. Le regioni qui rappresentate hanno una serie di interessi in comune e uno di questi  si chiama mar Adriatico e mar Ionio. Il 9 ottobre questo gruppo di lavoro si riconvoca a Pescara. E in quella riunione verificheremo l’andamento delle varie deliberazioni dei consigli regionali e cominceremo, nei limiti del possibile, a dare un collegamento alle nostre politiche e ad affrontare al meglio il futuro che ci aspetta. Il Mezzogiorno è una grande opportunità per tutta l’Italia e ne siamo pienamente consapevoli. Il governo deve contare sulla nostra collaborazione e sulla nostra energia. Sappiamo bene di aver assunto oggi con questo atto una grande responsabilità e che dovremo essere coerenti in tutti gli atti successivi. Gli atti sono quelli che cambiano veramente le cose".No triv-3
 
In concomitanza con l'incontro all'esterno del quartiere fieristico si è tenuto un sit-in organizzato dai movimenti 'No triv'.  Nel corso del vertice i governatori hanno anche incontrato le delegazioni dei sindaci salentini contro le trivelle, del Comitato No TRIV, e di WWF, Legambiente, Greenpeace e Avaaz.

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