Petruzzelli, Vendola: "Nuovo management e ambizione per crescere"

L'intervento del presidente della Regione a pochi giorni dalla nuova riunione del Cda che dovrà decidere il nome del nuovo sovrintendente: "Al nuovo management il compito di costruire offerta degna dei più grandi teatri internazionali"

Il prossimo 7 febbraio di consiglio di amministrazione della Fondazione Petruzzelli si riunirà nuovamente per decidere se confermare l'incarico di sovrintendente a Giandomenico Vaccari oppure nominare un suo successore. Un'opzione, quest'ultima, che è sembrata sin da subito la più accreditata vista la richiesta di "discontinuità" avanzata nella scorsa riunione dai due consiglieri di nomina governativa, Laterza e Filipponio. Ma a rafforzare l'ipotesi di un'imminente sostituzione di Vaccari, sono anche le parole del presidente della Regione, intervenuto oggi per parlare del futuro e de i compiti che aspettano "il nuovo management" del teatro.

Pur riconoscendo all'attuale sovrintendente Giandomenico Vaccari il merito di avere realizzato un'esperienza "largamente positiva perché ha consentito la rinascita del teatro" con opere "di straordinario interesse come la recente Carmen di Maazel e il Sogno di una Notte di Mezza Estate di Britten", Vendola ha sottolineato la necessità di fare un passo in avanti nel consolidamento del prestigio del teatro.

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"Si apre una fase nuova per il Petruzzelli, - ha scritto Vendola in una nota - una fase nella quale, dopo aver verificato che il Teatro ha tutte le credenziali per diventare un contenitore culturale di livello internazionale, occorre essere ambiziosi fino in fondo e immaginare che il nuovo management dovrà porsi l'obiettivo di costruire un'offerta che sia all'altezza dei più grandi teatri internazionali". "Da una esperienza come quella della prima fase non si può uscire se non migliorando, facendo ancora un ulteriore salto in avanti - ha sottolineato il governatore - E' del tutto evidente che il Consiglio di Amministrazione non potrà che definire dei profili manageriali adeguati a questo scenario. E' quello che si aspetta la città di Bari, è quello che si aspetta la Puglia, è quello che si aspetta il Mezzogiorno. Il Mezzogiorno non cresce se non è ambizioso".
 

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