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Referendum sull'acqua, il Comune pronto ad aderire alla campagna di 'obbedienza civile'

La campagna nazionale promossa dal comitato Acqua Bene Comune prevede l'autonoma decurtazione dalle bollette dell'acqua della quota relativa al capitale investito, che il referendum ha eliminato ma che in molte regioni si continua a pagare. Emiliano: "Valutiamo anche noi l'adesione"

Se Regione e Acquedotto Pugliese non dovessero fornire risposte esaurienti in tempi relativamente brevi, il Comune di Bari valuterà l'adesione alla campagna di 'obbedienza civile' al referendum sull'acqua. E' la posizione espressa oggi dal sindaco Michele Emiliano nel corso di un incontro avuto a Palazzo di Città con i rappresentanti del comitato Acqua Bene Comune.

STOP AL 7% SULLE BOLLETTE DELL'ACQUA - Il comitato è il promotore di una campagna nazionale volta a chiedere che venga rispetto l'esito dei referendum del 12-13 giugno. In particolare, per quanto riguarda l'acqua, il referendum sancì l'abolizione della quota del 7% relativa alla remunerazione del "cosiddetto capitale investito", pagata direttamente dagli utenti attraverso le bollette. Purtroppo, però, nonostante l'esito del referendum, in molte regioni, Puglia compresa, quella quota i cittadini continuano a pagarla.

EMILIANO: "LA REGIONE DIA RISPOSTE IN TEMPI BREVI" - Per il momento la Regione Puglia ha approvato la riduzione della tariffa soltanto per le fasce meno abbienti della cittadinanza. Ma per il sindaco Emiliano non basta, perchè è in gioco l'"applicazione tecnico-giuridica dei risultati del referendum" che riguarda quindi l'intera popolazione. "Noi ci auguriamo - ha aggiunto Emiliano - che a brevissimo la Regione Puglia e l'Acquedotto pugliese diano delle risposte a una questione, quella della riduzione della tariffa, che devono essere trattate immediatamente. Altrimenti per dare esecuzione al referendum non ci sarà altra possibilità che operare questa riduzione. E poi, eventualmente, discutere nelle sedi giudiziarie se questa riduzione ha o no un fondamento".

IL COMITATO: "RIDURRE LE TARIFFE AI MENO ABBIENTI NON BASTA" - Ancora più netta la posizione dei rappresentanti del comitato Acqua Bene Comune, che hanno sottolineato come ridurre le tariffe per i più deboli non significhi in realtà applicare gli esiti del referendum. "Le tariffe agevolate per i più deboli, che oltre tutto sono materia comunale, non si devono scambiare con l'esito referendario che non dice di pensare ai più deboli: questa - ha spiegato una dei rappresentanti del Comitato, Marìgherita Ciervo - è una cosa che già gli enti locali dovrebbero fare a prescindere dal referendum". In bolletta - ha concluso Ciervo - "ci sono tre voci : quella di gestione, quella di ammortamento e quella di remunerazione del capitale che è il profitto. Quest'ultima va eliminata".

 

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