Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Tagli al trasporto pubblico, Minervini: "Costretti a ridurre il numero di treni"

L'assessore alla Mobilità fa il punto sugli effetti negativi che i tagli decisi della manovra governativa avranno sul sistema del trasporto ferroviario regionale e avverte: "Se dal Governo non arrivano risposte dovremo aumentare il costo dei biglietti"

Il servizio di trasporto pubblico regionale su rotaia muove ogni anno trecento treni al giorno sulle linee Bari-Barletta-Foggia; Bari–Brindisi–Lecce; Bari–Gioia Del Colle–Taranto. Circa 13,8 milioni di passeggeri che si muovono grazie ad un servizio offerto da Trenitalia che costa complessivamente 90 milioni di euro all'anno. Di questi, però, solo un terzo è coperto dal ricavo della vendita dei biglietti, 3,5 milioni provengono dal bilancio regionale, mentre la gran parte della cifra, circa 60 milioni di euro, arriva dai trasferimenti statali.

A fornire questi dati è l'assessore regionale alla Mobilità Guglielmo Minervini, che si serve dei numeri per spiegare l'entità dell'impatto che i tagli nei trasferimenti alle Regioni previsti dalla manovra governativa avranno sul sistema del trasporto pubblico regionale. Dei 60 milioni di euro normalmente erogati dallo Stato infatti, a partire dal 2012 alla Regione  ne arriveranno soltanto 15, esattamente il 75% in meno, sottolinea Minervini, di quanto è necessario per mantenere gli attuali livelli di servizio.
 
“Avremmo parlato di efficientamento – ha dichiarato l'assessore commentando i dati – se il taglio si fosse fermato tra il 10 e il 20% ma qui andiamo verso la catastrofe. Già lo scorso anno abbiamo chiesto che, per compensare i mancati trasferimenti, ci fosse l'attivazione immediata di meccanismi di fiscalizzazione con la regolazione del prelievo diretto da parte delle Regioni della quota di accise sulla benzina. Ma oggi siamo ancora lontani dalla redazione dei decreti attuativi del federalismo fiscale e da questa soluzione, che resta l’unica possibile. Chiediamo al governo una soluzione strutturale”.

E di fronte a tale scenario di drastica riduzione dei fondi che per il momento sembra essere confemato, la Regione non può far altro che prepararsi a "razionalizzare" il servizio dovendo far fronte ad una tale penuria di risorse. Il che significa, in primo luogo, diminuire i servizi laddove la domanda non è troppo forte.
"Partirà in questo senso già dal 1° ottobre - annuncia Minervini - una sperimentazione sulla Gioia-Rocchetta e sulla Canosa-Spinazzola di riduzione delle corse e conversione con servizi su gomma che assicurano il servizio, ma costano tre volte di meno. Stiamo elaborando un nuovo modello di organizzazione del servizio che individui stazioni hub dove far confluire i servizi su gomma per poi potenziare i collegamenti su ferro con maggiori partenze".

Ma anche questa strategia, avverte l'assessore, potrebbe rivelarsi insufficiente. E potrebbe costringere l'amministrazione regionale a far gravare maggiormente sui cittadini il peso dei servizi. "Se non abbiamo risposte dal governo - ha concluso l'assessore - dovremo muoverci verso la prospettiva di elevare il costo dei biglietti, gli investimenti sul rinnovo dei treni e stiamo valutando, come altre regioni, un possibile ritocco all’accisa sui carburanti. Dobbiamo aprire una discussione pubblica sugli scenari possibili. Comincerò in settimana con la cabina di regia nella quale siedono le organizzazioni sindacali".


 

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