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Scuola in Puglia, dati allarmanti su aumento dei contagi: Bari e Taranto a rischio, ipotesi chiusure dal 15 marzo

"Nelle due province - scrivono i sindacati - nella settimana che va dal 23 febbraio al 2 marzo, risulta preoccupante il numero dei contagi rispetto alla soglia 250/100 mila stabilita dal Governo"

La scuola in Puglia rischia di tornare presto al 100 per cento con la Didattica a distanza. Almeno a Bari e, probabilmente, anche a Taranto, dove si registrano le situazioni più allarmanti. E potrebbe accadere da lunedì 15 marzo (se non prima), dopo il rischio per la regione di tornare in zona arancione. Una valutazione che parte dai dati preoccupanti sui contagi Covid, nell’ultima settimana risalti del 4 per cento, e dal diffondersi rapido tra i più giovani del variante inglese. Mercoledì 10 i vertici regionali si confronteranno per affrontare la questione con i sindacati della scuola e l’Ufficio scolastico regionale. "La situazione epidemiologica nella nostra regione  - scrivono in un comunicato i sindacati - appare particolarmente  preoccupante, soprattutto alla luce dei nuovi criteri introdotti dall’ultimo Dpcm.  Nelle province di Bari e Taranto, secondo quanto pubblicato dal dipartimento regionale della  salute, relativamente alla settimana che va dal 23 febbraio al 2 marzo, risulta allarmante il numero dei contagi rispetto alla soglia 250/100.000 stabilita dal Governo che, sicuramente, accende un  campanello di allarme rispetto al numero dei contagi che si stanno propagando con estrema velocità nelle scuole, senza risparmiare quelle dell'infanzia".  

Il quadro epidemiologico non lascerebbe spazio a misure morbide. “La situazione è critica – sottolinea Roberto Calienno, segretario Cisl scuola – e se non calano i dati nei prossimi lo scenario che si prospetta è questo. Bari è ormai nella soglia critica, Taranto si avvicina”. Nell'ultima settimana il capoluogo si è avvicinato alla ai 250 contagi ogni 100mila abitanti. Motivo per cui lo scenario di un’ulteriore restrizione dei provvedimenti sulla scuola sarebbe tutt’altro che remoto.

"Alla luce di questi dati - scrivono ancor unitariamente le sigle sindacali - e delle considerazioni sopra esposte, sollecitiamo la Regione a un’accelerazione dei vaccini al personale scolastico e a trovare soluzioni per quelle categorie di lavoratori (fragili, ultrasessantacinquenni, quarantene), che restano ancora senza risposte  rispetto ai tempi di vaccinazione oltre che per chi lavora fuori regione e per i Tfa sostegno, personale  scuole private, enti di formazione, Afam, Università e enti di ricerca.   Infine, chiediamo che si dia attuazione concreta ai presìdi sanitari deliberati dalla giunta  regionale lo scorso 1 febbraio, di cui a tutt'oggi non si vede neanche l'ombra”.A confermare lo scenario sono anche le dichiarazioni di Antonio Decaro. Il sindaco di Bari è stato intervistato per il suo ruolo di presidente dell’Anci a Timeline, su Sky TG24.

“Dalla valutazione dei 21 parametri che verrà fatta domani – spiega -, capiremo se cambierà il colore della regione e quindi le restrizioni. Di sicuro ci saranno novità sulle scuole, perché anche se non diventeremo sicuramente zona rossa ci saranno restrizioni in alcuni territori".Sulla stessa questione Decaro ha sottolineato come: “Mi arrivano da più parti d'Italia segnalazioni di un aumento dei contagi. Sicuramente a Brescia e nei comuni vicini, nella cintura di Milano ma anche nell'area metropolitana della mia città stamattina una buona parte dei sindaci mi ha segnalato che alcuni dei dati che sono arrivati dalla Prefettura vedono un aumento importante del numero delle persone contagiate, che invece stava scendendo. Siamo tutti preoccupati che le varianti possano aumentare l'indice di contagiosità in tutto il territorio nazionale".  

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