Cronaca

Omicidio Sciannimanico, confermati in Appello i 20 anni di reclusione per il pregiudicato Velluto

Il presunto killer era stato condannato con rito abbreviato in primo grado per i fatti avvenuti nel 2001. Il processo era stato riaperto 14 anni dopo l'archiviazione - per mancanza di prove - in seguito a una confessione della moglie dell'imputato

Confermata la condanna a 20 anni di reclusione per il 53enne barese Domenico Velluto, imputato nel processo per l'omicidio di Rocco Sciannimanico. A deciderlo sono stati i giudici della Corte di Assise di Appello di Bari, che hanno così confermato la condanna per il pregiudicato, giudicato colpevole nell'ambito processo abbreviato in primo grado per i fatti di sangue avvenuti il 14 febbraio del 2001.  

L’inchiesta sul delitto era inizialmente stata archiviata per insufficienza di prova a carico dei sospettati. Quattordici anni dopo, le dichiarazioni dell’ex moglie di Velluto hanno consentito alla Procura di Bari di riaprire il caso. La donna ha raccontato agli inquirenti cosa accadde quella sera di San Valentino: aveva aspettato il marito sotto casa per andare a cena insieme per ben due ore. Al suo arrivo, intorno alle 22, per giustificare il ritardo e rispondere alle accuse di lei che lo credeva con l’amante, le volle dimostrare che in realtà si trovava altrove e andò con lei sul luogo del delitto mostrandole il segno del cadavere ancora presente sull’asfalto.

Sulla base delle dichiarazioni della donna, poi diventata testimone di giustizia, e degli ulteriori accertamenti disposti dalla Dda di Bari, fu quindi accertato l’autore del delitto individuando come movente dell’omicidio un debito per una partita di droga non pagata.

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