Di Rella si dimette, le voci dal Consiglio. La Maggioranza: "Scelta condivisa per il successore"

Il centrosinistra: "Ci sono tutti i tempi per trovare una soluzione proiettata nell'interesse della città". Dure critiche dalle opposizioni: "Fallimento per Amministrazione Decaro"

Il passo indietro, stavolta "irrevocabile", di Pasquale Di Rella dalla Presidenza del Consiglio comunale di Bari, è stato accolto con toni diversi dalla Maggioranza e dalle Opposizioni. Aperta la partita per la successione. Conti alla mano il gruppo del Pd, composto da 8 consiglieri, è quello più numeroso e potrebbe far valere la propria voce per proporre un candidato. La scelta però, come conferma il capogruppo di Maggioranza in aula, Marco Bronzini, sarà il più possibile condivisa: "Ci sono tutti i tempi - spiega - per trovare una soluzione proiettata nell'interesse della città e all'insegna della sana amministrazione che conduciamo da ben 12 anni. Le decisioni saranno prese con coesione. Una cosa - prosegue commentando le dimissioni - sono gli atteggiamenti critici costruttivi, altre cose sono atteggiamenti che proiettano ognuno di noi verso progetti collettivi o individuali che possono teoricamente maturare in corso d'opera. Mi sono candidato nel Pd e non sono mai uscito".

Introna: "Rispetto ma non condivido"

Sulla stessa lunghezza d'onda anche il vicesindaco Pierluigi Introna. il quale risponde alle critiche mosse da Di Rella sulle delibere pasticciate che arriverebbero in aula: "Non è vero che nessuno le controlla. Qualcosa va corretta ma il ruolo della Presidenza è sempre stato quello di garantire tutti e di affinare la documentazione che arriva in aula. Rispetto ma non condivido la sua scelta - aggiunge -. Forse al momento non ha più la possibilità di essere un soggetto terzo perché ha progetti e ambizioni rispettabilissime da portare avanti. A me è dispiaciuto molto che sia uscito dal Pd passando al Misto. Evidentemente si sta riposizionando per il futuro. Siamo tutti importanti e nessuno è insostituibile. Ho provato a parlargli fino a ieri per far rientrare la frattura".

Il centrodestra: "Fallimento della Maggioranza"

Dal centrodestra critiche all'Amministrazione Decaro: "E' la consacrazione del fallimento del Centrosinistra - afferma Michele Picaro - Dopo quattro anni, affrontare prevalentemente debiti fuori bilancio, rispetto alle tante tematiche di interesse dei cittadini, significa prendere atto che è un'Amministrazione incapace di programmare". Per Filippo Melchiorre (Fd'I), invece,  "il sindaco Decaro è assente, ha perso i rapporti con la sua maggioranza e molti dei Consigli vengono celebrati in seconda convocazione, il presidente del Consiglio si dimette per la seconda volta. E' la morte annunciata di una sinistra che rappresentava a Bari e in Puglia la prima forza politica. Si stanno preparando a leccarsi le ferite". Giuseppe Carrieri (Impegno Civile), sottolinea che si tratta di "un duro colpo al traballante Decaro. E ancora una volta è il piú prestigioso e competente dei consiglieri comunali di maggioranza a infliggerlo. Il presidente del consiglio comunale che stanco della melina di Decaro e della sua maggioranza e della paralisi dell'attività amministrativa, si dimette. Un gesto nobile che il Sindaco dovrebbe imitare, prendendo atto dell'assoluta inconsistenza del suo operato". "Il centrosinistra - commenta Fabio Romito (Misto) non è in grado di governare la città e deve rassegnare le dimissioni. I baresi non possono più permettersi una maggioranz aincapace idi governare, di programmare e di produrre atti amministrativi a una città come quella di Bari che ha bisogno di rinascere".

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Il M5S: "Presa di posizione tardiva"

Sulle dimissioni interviene anche il M5S: "Era evidente - afferma i consigliere Sabino Mangano - da qualche tempo lo strappo (l'ennesimo) tra il Presidente del Consiglio Di Rella e la maggioranza dell'amministrazione Decaro tanto che l'aspettativa di una "presa di coscienza" da parte della maggioranza nell'accettare la proposta di convocazioni multiple era pura utopia ben prima della Conferenza dei Capigruppo. Sono anni che noi del M5S reclamiamo tali iter di convocazione e nessuno ci ha mai ascoltato. La presa di posizione di Di Rella, seppur dovuta (non può un Presidente eletto 2 volte dalla maggioranza non vedersi votare delle proposte sui lavori del Consiglio) arriva tardiva e pare essere - aggiungono - il risultato di altri scenari e di ben altre motivazione politiche magari legate ai soliti equilibri saltati in vista di una campagna elettorale che per il centro sinistra si fa sempre più difficile vista la caduta libera evidenziata dai primi sondaggi".

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