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Venerdì, 27 Maggio 2022
Politica

"Imbarazzo" dal Pd, ironia dal centrodestra: Palese in Giunta regionale piace solo a Emiliano

Reazioni polemiche 'bipartisan' alla decisione del governatore di nominare assessore alla Sanità l'ex parlamentare di Forza Italia e avversario di Nichi Vendola alle Regionali 2010

La nomina di Rocco Palese ad assessore regionale alla Sanità, ufficializzata ieri dal governatore Michele Emiliano (nel 'rimpastino' unita a quelle di Gianfranco Lopane al Turismo e della pentastellata Grazia Di Bari a consigliera delegata per la Cultura) ha scatenato la polemica polemica politica all'interno di entrambi gli schieramenti.

La scelta di Palese, già assessore nella Giunta di centrodestra di Raffaele FItto a inizio nuovo millennio, ex parlamentare di Forza Italia ed avversario di Nichi Vendola alle Regionali 2010, non è andata giù ad alleati e avversari di Emiliano, a cominciare dal più importante partito della coalizione di governo, il Pd "da sempre - spiega il segretario democratico pugliese, Marco Lacarra - il primo sostenitore del Presidente Emiliano" che  "qualche volta anche con spirito critico, ma sempre costruttivo, ne ha condiviso la linea in modo generoso, tanto da essere stato il perno della coalizione che ne ha permesso la rielezione nel 2020".  “Comprendiamo - aggiunge Lacarra - la sua buona fede nell’indicazione di Rocco Palese per l’incarico di Assessore regionale con delega a sanità e controlli interni, come espressione di competenza e impegno, ma gran parte dell’esperienza da lui maturata negli ultimi 20 anni si è però consumata nel campo del centrodestra. Resta vivo il ricordo della battaglia durissima che si consumò alle elezioni regionali del 2010 e che lo vide avversario di Nichi Vendola. L’indicazione di Rocco Palese non può quindi non creare imbarazzo e turbamento a chi, anche nel nome di Emiliano, lo ha fortemente avversato sul territorio ricordandogli le notevoli falle nella gestione del bilancio e della sanità che hanno caratterizzato l’era Fitto. Una stagione, quella, improntata a una visione nettamente opposta rispetto a quella dell’amministrazione Emiliano". 

"Fermo restando il rispetto per le scelte del Presidente - rimarca Lacarra - , che gode del pieno diritto di individuare figure di sua fiducia nella composizione della Giunta, il Partito Democratico, pur informato preventivamente di questa decisione, ritiene necessario un approfondimento della situazione politica che coinvolga i rappresentanti istituzionali del territorio, affinché, attraverso un confronto franco con il Presidente, si possano mettere a fuoco gli obiettivi che il governo regionale intende raggiungere e la rotta che si propone di seguire per tenere fede, pur nella consapevolezza di un quadro politico nazionale in continua evoluzione, al patto stretto con le forze politiche e con i pugliesi alla vigilia delle elezioni del 2020".

Ancor più diretto il consigliere regionale democratico Fabiano Amati: "Il Pd - attacca - dovrebbe valutare l’appoggio esterno nonché il ritiro degli assessori. È questa la proposta che formulo al Gruppo cui appartengo e in coerenza con la contrarietà a questo epilogo espressa ripetutamente dal segretario regionale Lacarra.  Non si può accettare che la Giunta o le deleghe consiliari divengano un luogo per giochi di società, dove il tutto è finalizzato a creare sempre nuovi equilibri di potere e senza alcun interesse per le decisioni da assumere, per cui finisce per diventare addirittura salvifico il fatto che Rocco Palese, il magnate del Trattamento di fine rapporto e coautore del Piano ospedaliero di Fitto, diventi assessore alla Sanità. Il Pd non può partecipare a questo gioco: è una questione di realismo.  Sarebbe dunque il caso di prendere le distanze da questi giochi di società e continuare a occuparsi di liste d’attesa, screening seno-colon-collo dell’utero, genetica, costruzione degli ospedali nuovi, ospedali di comunità, sedute aggiuntive di sala operatoria, piano casa, fonti rinnovabili, crisi industriali e infine, ma non per ultimo, la moralizzazione degli apparati amministrativi della Regione".

Non meno tenera l'opposizione di centrodestra, campo in cui l'ex parlamentare di Forza Italia (che ieri ha preso le distanze da un eventuale coinvolgimento o trattativa per inserirlo in maggioranza) ha giocato tutte le sue principali 'partite' politiche: "Con Rocco Palese - afferma il capogruppo di Fratelli d'Italia, Ignazio Zullo - abbiamo condiviso un lungo percorso politico-amministrativo. Sempre dalla stessa parte, nel centrodestra. Dove noi siamo rimasti, in totale antitesi al centrosinistra di Nichi Vendola prima, e poi di Michele Emiliano. Tutti gli attacchi e le critiche del centrosinistra pugliese alle scelte politiche e amministrative del governo Fitto, infatti, erano, anche o soprattutto, attacchi a decisioni che Palese condivideva e difendeva da assessore alla Programmazione e Bilancio o vicepresidente della Giunta, in entrambi i casi con forti influenze sull’Assessorato alla Sanità. Quella Sanità targata Fitto tanto osteggiata dal centrosinistra. Insomma, Palese era il protagonista di quell’epoca per questo era uno dei politici che il centrosinistra contestava fortemente. Francamente, mai, mi sarei aspettato che Palese dopo aver rappresentato il centrodestra, a vari livelli, si lasciasse incantare dal potere al punto tale da rinnegare principi, valori e ideologie in cambio di una poltrona. Quelle poltrone che lui ha così fortemente osteggiato facendone il suo cavallo di battaglia quando eravamo all’opposizione del governo Vendola e lui era il nostro capogruppo".

Ancor più caustica la Lega con il capogruppo in Consiglio Davide Bellomo: “Rocco e i suoi saltelli - critica -. Parafrasando il famoso film di Luchino Visconti si potrebbe sintetizzare così l’approdo di Rocco Palese sulla poltrona di assessore alla Sanità della Giunta Emiliano. Saltellando, saltellando, l'ex candidato governatore del centrodestra e poi deputato del Popolo della Libertà ha sposato gli ideali di quella sinistra che, forse solo a parole, aveva sempre combattuto. D'altronde, non è la prima volta che gli opposti poli combaciano. Tuttavia, la 'furbata' di Emiliano, che ha creato non pochi mugugni nel suo stesso schieramento, non gioverà certamente alla salute dei cittadini pugliesi. Determinate trasfusioni di storie politiche inconciliabili hanno soltanto l'effetto di portare nuove ambiguità e contraddizioni in un settore che, mai come in questo momento, ha bisogno di trasparenza, chiarezza di strategie e coerenza di comportamenti” conclude Bellomo. 

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