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Nuovo Piano Urbanistico, il Comune:"Città da ricucire, stop a modelli degli anni '50"

L'assessore Carla Tedesco, questa mattina, in audizione davanti alla Commissione consiliare Urbanistica: "Costruire dove ci sono già servizi senza creare altre periferie"

Il futuro urbanistico di Bari "non può basarsi su analisi degli anni '50 e '60" e "abbiamo la responsabilità di chiudere il percorso con criteri di equità". Prosegue l'iter del nuovo Piano Urbanistico Generale del capoluogo cittadino, per il quale, le scorse settimane, vi erano state polemiche su una bozza che prevedeva il cambiamento di destinazione di alcune aree di zone periferiche a San Pio, Loseto, Carbonara, San Paolo e Ceglie, trasformate da edificabili ad agricole. Su questi terreni diverse cooperative di costruzione attendevano di realizzare palazzi: una patata bollente in parte arginata con un accordo tra palazzo di Città e le controparti per 'compensazioni' in altre zone.

Stamattina, l'assessore cittadino all'Urbanistica, Carla Tedesco, è intervenuta in Commissione consiliare, a Palazzo di Citta, per illustrare il punto della situazione: "Con le tecniche urbanistiche attuali - ha affermato - avrebbe più senso costruire in zone urbanizzate, come ad esempio nelle vicinanze della Fiera, dove c'è già una città con i suoi servizi, anziché andare a replicare situazioni del passato. Ad oggi, per esempio, quando andiamo a Carbonara e Loseto, notiamo palazzi e periferie. Nella nostra idea, invece, un turista potrebbe scendere col treno a Loseto, impiegando 10 minuti, è godere di un borgo immerso nella natura tra gli ulivi. E' questo il percorso che andrebbe agevolato con incentivi per negozi e alberghi diffusi".

Un modello, in pratica, simile a quello realizzato dalle cittadine del Salento: "C'è un potenziale enorme da sfruttare - aggiunge Tedesco - leggendo il territorio. Vi sono zone come Santa Rita non connesse con gli altri quartieri. C'è molto territorio già da densificare". Il percorso del Pug, in ogni caso, dovrebbe andare avanti ancora a lungo, per approdare in Comune entro il 2017: "L'analisi complessiva è quasi pronta - conclude - e costruisce una visione che comprende tutti gli interessi, dai proprietari alle cooperative fino ai nostri figli e nipoti. Bisogna 'cucire' dove c'è bisogno". 

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