Domenica, 19 Settembre 2021
Politica

Puglia, riecco l'assegno di fine mandato per i consiglieri regionali. Reintrodotte le liquidazioni "a partire dal 2013": "Uno scandalo"

Nell'ultima seduta del 27 luglio, con un emendamento al provvedimento sui debiti fuori bilancio, è stata approvata all'unanimità la reintroduzione dell'indennità. L'attacco di Laricchia: "Assente quando è stata approvata, uno scandalo ripristinarla"

In Puglia i consiglieri regionali riavranno l'assegno di fine mandato. Lo prevede un emendamento approvato (con voto unanime dei consiglieri presenti) nel corso della scorsa seduta del 27 luglio, l'ultima prima dello stop ai lavori per il periodo estivo. 

L'indennità di liquidazione, abolita nel 2012 insieme al taglio dei vitalizi, viene quindi reintrodotta: la previsione è contenuta nella legge “XI legislatura – 6° provvedimento di riconoscimento di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettere a) ed e), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126 e disposizioni in materia di trattamento indennitario dei consiglieri regionali”. 

Nel capo II, 'Disposizione in materia di trattamento indennitario dei consiglieri regionali', si legge che "dal 1° gennaio 2013 a coloro che hanno ricoperto le cariche di consigliere regionale o di componente della Giunta regionale, spetta l’assegno di fine mandato anche se cessati dalla carica nel corso della legislatura". "L’ammontare dell’indennità di fine mandato - si legge ancora - è fissato nella misura dell’ultima mensilità dell’indennità di carica lorda percepita dal consigliere cessato dal mandato, moltiplicata per ogni anno di effettivo esercizio del mandato". "L’attribuzione dell’indennità - si legge ancora - è effettuata entro tre mesi dall’inizio della nuova legislatura o dalla cessazione del mandato". "In caso di morte del beneficiario l’assegno di fine mandato è versato agli eredi". "Sull’indennità di carica è operata una trattenuta obbligatoria nella misura dell’1 per cento. Al netto delle ritenute fiscali, a titolo di contributo per la corresponsione dell’assegno di fine mandato. La stessa trattenuta dell’1 per cento è effettuata dall’assegno di fine mandato spettante ai beneficiari in carica dal 1° gennaio 2013 e cessati alla data di entrata in vigore della presente legge".


 

Laricchia: "Uno scandalo"

Sull'approvazione dell'emendamento interviene con una dura critica la consigliera Antonella Laricchia, assente per certificati motivi di salute - come spiega in una nota - alla seduta in cui è passata la norma: "Trovo scandaloso - spiega - aver reintrodotto dopo 8 anni la liquidazione per i consiglieri regionali, per giunta con un emendamento presentato all’ultimo momento in aula. Ho appreso la notizia questa mattina dalla stampa". "Se fossi stata presente durante quella seduta - prosegue - avrei votato no e avrei denunciato quanto stava accadendo. L’unanimità di cui si parla è quella dei consiglieri presenti, ma io non ero tra quelli. Già nella scorsa legislatura avevano provato a reintrodurre  il  Trattamento di Fine Mandato, non riuscendoci. Questa volta invece nel silenzio generale questa norma è passata". "Non si tratta di una normale liquidazione, come stanno cercando di far passare - aggiunge ancora -  dal momento che i soldi saranno versati solo dalla Regione, mentre normalmente sono i lavoratori ad accantonare una quota mensile del loro stipendio per il TFR. Uno scandalo, lo voglio ribadire, specie in un momento di crisi economica come quella che stiamo vivendo, dovuta alla pandemia, in cui tanti cittadini hanno perso il lavoro e non riescono ad arrivare a fine mese. La politica invece di trovare i soldi per loro li ha trovati per se stessa. Chiederò spiegazioni in Commissione Bilancio per capire quanto costa  questo pessimo scherzo di ferragosto ai pugliesi e da dove verranno presi i soldi". 

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