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"Assumere 200mila precari ma al governo c'è chi si oppone": il sottosegretario alI'istruzione Sasso alla scuola Don Bosco

L'eponente della Lega nell'esecutivo ha incontrato gli alunni dell'istituo comprensivo Duse al Libertà per il Piano Estate assieme all'assessora Paola Romano e al parroco del Redentore don Francesco Preite: "No alle classi sovraffollate"

“La priorità per me rimane la stabilizzazione dei precari della scuola e ridurre il numero di alunni per classe”. Rosario Sasso indica quale sia la strada per permettere alle scuole di ripartire in sicurezza a settembre. Lo fa durante la manifestazione nella scuola don Bosco del quartiere Libertà dell’istituto comprensivo Eleonora Duse. Il sottosegretario all’Istruzione ha incontrato docenti e alunni della scuola elementare accolto da bandierine tricolore e inno di Mameli cantato in coro dai bambini. Ha ascoltato i racconti e risposto alle domande degli alunni, insieme al dirigente scolastico Gerardo Marchitelli, al don Francesco Preite, parroco del Redentore, all’assessora comunale all’Istruzione Paola Romano e ai dirigenti dell’Ufficio scolastico, per quello regionale Mario Trifiletti, per quello provinciale, Giuseppina Lotito.

Sasso rispondendo a uno dei bimbi della scuola Duse ha spiegato che l’obiettivo è ripartire con la scuola in presenza a settembre, grazie ai vaccini e ai presidi sanitari che permettano i tracciamenti, ma che la Dad non è da accantonare del tutto, che possa ritornare utile. “Le classi devono essere ridotte come numero, perché al di là dell’emergenza Covid ne va di mezzo la qualità della didattica” ha detto in uno dei suoi passaggi Sasso, che ha parlato anche di risorse disponibili ma di ostacoli all’interno dello stesso governo. “I soldi per far ripartire in sicurezza la scuola ci sono – ha aggiunto -  ma all’interno del governo ci sono delle divergenze, se si riesce a fare sintesi possiamo fare cose belle come il Piano Estate. Io voglio stabilizzare i precari della scuola ma per il Movimento 5 Stelle è necessario assumerli sono per concorso. Si prendesse una parte dei precari e una parte dal concorso”. Assunzioni che permetterebbero di eliminare le cosiddette classi pollaio, con numeri superiori ai 28 alunni per aula e 22 in presenza di un disabile grave. Sulla questione mercoledì 9 giugno i sindacati scenderanno in piazza, per chiedere l’attuazione dell’accodo raggiunto a maggio col governo (solo in Puglia sono state segnalate 150 classi con numero superiore ai parametri e 3 mila cattedre scoperte). “Su questo aspetto sono d’accordo con loro – ha sottolineato Sasso – ma questo è un governo dove ci sono tante teste e non sempre si riesce a fare sintesi”.

Un ulteriore passaggio, il sottosegretario lo ha fatto sulla sicurezza delle strutture scolastiche e sule risorse che dovranno essere messe a disposizione nel Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), anche per i test antiCovd salivari, meno invasivi, che possano permettere i tracciamenti. “Non dobbiamo solo pensare al Covid, ma anche ai solai che crollano, barriere architettoniche. L’edilizia scolastica vuol dire al Sud creare stessi servizi del Nord, con le mense per mettere nelle stesse condizioni le donne che lavorano. Ma soprattutto stabilizzare i 200 mila precari e adeguare gli stipendi che sono i più bassi d’Europa. I problemi veri sono quelli che l’insegnate si ritrova 30 bambini in classe, che a settembre mancano gli impianti di areazione e i 150 milioni stanziati non sono sufficienti per 40 mila istituti”.

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