San Girolamo, il grido dei ciclisti: "Tuteliamo la sicurezza di chi si muove in bici". Il Comune: "Sul waterfront quasi 2 km di ciclabile"

Dopo l'incidente di stamattina in via Napoli, dove un 76enne è stato travolto da un camion, l'associazione 'CicloSpazio' chiede di ripensare la mobilità nel quartiere. "Lo stiamo già facendo" replica l'assessore Galasso

Il sistema della mobilità ciclabile a Bari funziona? Un interrogativo che avevamo posto già alcuni mesi fa intervistando il 'maresciallo delle bici' e che ritorna oggi prepotentemente in auge dopo l'incidente su via Napoli che ha portato alla morte di un ciclista, travolto da un mezzo pesante in transito. Una vita spezzata che deve far ragionare sulla necessità di trasferire il traffico ciclabile su strade meno trafficate da mezzi a motore.

"Non bastano piste ciclabili, serve colloquiare con le associazioni"

Va premesso che l'impegno dell'amministrazione per coltivare una 'cultura sulla mobilità sostenibile' in città ci sia stato. Sono tanti i progetti che hanno previsto o prevedono una pista ciclabile al loro interno, ma talvolta si scontrano con un mancato dialogo con chi quelle strade le deve usare. Almeno questo è quello che lamentano le associazioni di ciclisti, CicloSpazio in primis. È il presidente dell'associazione, Davide Morelli, a farsi portavoce dei disagi, dopo le tante iniziative messe in piedi per chiedere al Comune di tutelare chi si muove in bici.

"Basti pensare alla pista ciclabile realizzata in via Fanelli, che prevede un percorso unico per ciclisti e pedoni. Quindi potenzialmente pericolosa per quest'ultimi. Una cosa simile non è pensabile, i tracciati devono essere separati". Sulla zona di San Girolamo, poi, la questione è ancora più delicata: "Sono anni che chiediamo zone 30 (la velocità massima delle auto per permettere il transito delle bici, ndr) e aree ciclabili a bordo strada - ricorda Morelli - ma senza successo. L'amministrazione è stata sorda alle nostre richieste, tanto che persino la Consulta sulla mobilità sostenibile non si è mai riunita dopo la presentazione del tavolo lo scorso anno". Rimane poi l'amarezza di vedere vanificati gli sforzi di sensibilizzazione fatti: "Persino le bici bianche che avevamo lasciato in via Ottolino Respighi e sul lungomare nel 2014, in memoria di un ciclista morto in un incidente, sono state rimosse dopo il G7. Per problemi di sicurezza ci hanno detto". 

Non per ultimo, cita la pista ciclabile del Ponte Adriatico, che a ormai due anni dall'apertura dell'opera deve essere ancora inaugurata. "Ma non è solo colpa dell'amministrazione - conclude - bisognerebbe educare anche automobilisti e camionisti, perché si da sempre la colpa degli incidenti ai ciclisti. E non è giusto".

Galasso: "Con il waterfront oltre un chilometro di ciclabile a San Girolamo"

Interpellato sull'argomento, anche l'assessore comunale alle Opere pubbliche, Giuseppe Galasso, conferma che il piano dell'amministrazione non è creare una corsia dedicata su via Napoli per i ciclisti, ma creare una ciclabile che colleghi il centro a San Girolamo con vista sul lungomare. "Nell'ambito del Biciplan, il masterplan sulla mobilità sostenibile - ricorda - creeremo un collegamento che arriva direttamente sul waterfront, passando anche attraverso via Ottolino Respighi, vicino alla Pineta San Francesco". Insomma una strada anche più 'salutare' per i ciclisti, che non dovranno più condividere la carreggiata con lo smog prodotto da auto e camion.

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Un progetto che andrà in parallelo con la riqualificazione del waterfront, ricollegandosi a tutta l'area 'marina' di strada San Girolamo. "Quando consegneremo il waterfront - assicura Galasso - sarà disponibile un chilometro e 700 metri di pista ciclabile. Senza dimenticare che nel progetto del parcheggio di scambio della fermata Bari Lamasinata di Rfi è previsto uno specifico percorso dedicato ai ciclisti". Insomma, tra qualche mese i ciclisti che vorranno attraversare San Girolamo avranno un percorso alternativo e forse tragedie come quella di stamattina si potranno evitare.

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