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Centri hub e personale volontario, il piano Asl per i vaccini. L'appello di Decaro ai medici: "Siano disponibili anche gratis"

La strategia è stata al centro di un incontro con i sindaci dell'area metropolitana. L'invito del primo cittadino e presidente Anci: "Chi può si iscriva alla call della Asl. Dobbiamo accelerare vaccinazioni, possiamo farlo tutti insieme"

Grandi centri hub sul territorio provinciale, e una 'call', una "chiamata alle armi" per reclutare personale disponibile a eseguire le vaccinazioni. Con un appello, che arriva direttamente dal sindaco di Bari "a tutti i medici dell’area metropolitana di Bari": "I medici di medicina generale, quelli che magari possono fare un secondo turno dopo aver lavorato in ospedale, quelli che stanno nei laboratori, di iscriversi alla call che è stata aperta dalla Asl di Bari per mettersi a disposizione anche gratuitamente".

La Asl Bari ha illustrato questo pomeriggio la sua 'strategia' per la campagna vaccinale, nel corso della conferenza dei sindaci dei 41 comuni della provincia di Bari, tenuta dal direttore generale della ASL di Bari, Antonio Sanguedolce, con l’assessore regionale alla Salute Pierluigi Lopalco, il presidente della conferenza il sindaco di Bari, Antonio Decaro, e il direttore del Dipartimento di prevenzione Domenico Lagravinese sulla campagna vaccinale.

Lopalco, la programmazione e il 'nodo' dell'accordo con i medici di base

“Ogni forma di programmazione dipende dalla disponibilità dei vaccini – ha detto Lopalco – dobbiamo predisporre da ora le vaccinazioni che da fine marzo saranno aperte da una fascia più larga di popolazione, comprendente pazienti fragilissimi, servizi essenziali e soggetti divisi per età decrescente. Grazie alla collaborazione con Anci - ha aggiunto Lopalco -  bisogna attrezzare strutture per ottimizzare il numero di operatori sanitari per vaccinare più persone contemporaneamente, quando passeremo a volumi più grandi da gestire”. Un contributo importante - ha sottolineato - sarà dato dalla Medicina generale, specie per fissare la partenza delle  vaccinazioni domiciliari: “Sono ottimista, metteremo in campo anche i medici di Medicina generale, l’accordo sta per essere firmato,  e presto saranno definite modalità e tempistica di questa collaborazione”. Di fatto, però, l'accordo con i medici è ancora fermo, e l'incontro di martedì con i sindacati si è tradotto in una nuova 'fumata grigia'.

L'appello di Decaro ai medici

Si inserisce in questo contesto l'appello lanciato da Decaro al termine dell'incontro. "Abbiamo bisogno dell’impegno e della professionalità di queste persone, dei medici, almeno fino a quando non si chiuderà l’accordo", ha detto il sindaco. "Abbiamo messo a disposizione strutture comunali, non ce lo aveva chiesto nessuno, stiamo anche spendendo soldi dei Comuni per mettere a disposizione punti vaccinali - ricorda Decaro - Adesso abbiamo bisogno delle dosi e del personale. Quello che non può accadere è che arrivino le dosi e non ci ritroviamo con il personale per poter fare le vaccinazioni. Siamo in un momento particolare, di pandemia, e quindi abbiamo chiesto noi sindaci alla Regione e oggi alla Asl di chiudere questo accordo sindacale con i medici di medicina generale che per noi sono strategici per una campagna vaccinale di massa che inizierà tra qualche giorno, quando arriveranno le dosi". "Dobbiamo accelerare con le vaccinazioni - conclude - e lo possiamo fare se lavoriamo tutti insieme".

L'organizzazione degli hub

I grandi hub - spiega la Asl - saranno dedicati alla campagna vaccinale su larga scala, in quanto in possesso dei requisiti richiesti: all’esterno facile accessibilità e parcheggi; all’interno spazi idonei per attesa e osservazione post vaccinazione, segnaletica dedicata, postazioni per la composizione dei vaccini, frigoriferi per la conservazione delle fiale, poltrone per le somministrazioni, servizi igienici e carrello di emergenza. Le sedi saranno individuate sulla base di due criteri: almeno una per ambito territoriale distrettuale e con una distanza che non sia superiore ai 20 chilometri dal centro hub proposto. “Siamo pronti a raccogliere le disponibilità da parte dei sindaci per predisporre strutture idonee che si prestano da un punto di vista logistico e strutturale ad accogliere il maggior numero di utenti e ad accelerare i tempi della campagna vaccinale – ha spiegato il dg Sanguedolce – più  grandi centri abbiamo e più aumenteremo l’ efficienza della performance vaccinale, fermo restando la disponibilità delle dosi. Le sedi hub sono da individuare insieme alle amministrazioni comunali – ha proseguito Sanguedolce - in estrema sintonia e collaborazione, per ottenere ottimi riscontri su compliance e produttività vaccinale”.

La call per reclutare personale volontario

La ASL poi, come detto,  si sta preparando alla estensione del piano di somministrazione anche reclutando su base volontaria altro personale sanitario. “Abbiamo fatto una manifestazione di interesse, una chiamata alle armi, per i nostri dipendenti, ottenendo la disponibilità di 1500 operatori ASL tra medici, infermieri, assistenti sanitari, e personale amministrativo per le procedure di accettazione e registrazione dei dati – ha annunciato Sanguedolce – oltre a questo, sarà pubblicato nei prossimi giorni un altro bando destinato a professionisti in pensione che vogliano candidarsi ad eseguire le vaccinazioni”. Per tutti gli altri medici che non rientrano nelle categorie previste dai due bandi e che vogliano fare attività volontaria e gratuita nella campagna vaccinale, la ASL mette a disposizione una mail dedicata (direzione.generale@asl.bari .it) a cui far pervenire le adesioni.

Il direttore del Dipartimento di prevenzione Domenico Lagravinese ha ribadito l’importanza di una logistica ottimale per assicurare un buon processo vaccinale. “Servono spazi ampi, personale sanitario per anamnesi veloce, e più postazioni per le vaccinazioni – ha chiarito Lagravinese ai sindaci - il percorso va valutato nella sua interezza. L’organizzazione alle spalle – ha concluso -deve essere solida ma anche flessibile alle diverse esigenze del piano vaccinale e delle differenze tra le varie comunità”.

Nel corso della conferenza è stato fornito ai sindaci un report aggiornato con le vaccinazioni finora effettuate e con i dati relativi all’andamento epidemiologico attuale. Sono state eseguite fino al 2 marzo 11.098 somministrazioni agli over 80, 4.454 agli operatori scolastici e 1267 alle forze dell’ordine.

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