Martedì, 15 Giugno 2021
Politica

Criminalità, Mantovano: "A Bari serve più antimafia sociale"

Il sottosegretario all'Interno, in città per partecipare alla riunione del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza, fa il punto sulla situazione criminalità e sottolinea: "A Bari la reazione sociale a racket, usura e spaccio è meno forte che altrove"

Più antimafia sociale per contrastare il dilagare dei fenomeni criminali in città: è la ricetta del sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano, oggi a Bari per partecipare alla riunione del Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza. L'incontro, convocato per fare il punto sulla situazione criminalità a Bari dopo gli ultimi due omicidi di mafia (quello del boss Cesare Diomede ad agosto e quello del 21enne Alessadro Marzio qualche giorno fa), era stato preceduto dal documento diffuso ieri dalla Procura di Bari e relativo ai risultati ottenuti dalle forze di polizia negli ultimi tre anni in materia di contrasto alla malavita locale.

LA DEBOLEZZA DELL'ANTIMAFIA SOCIALE - Ma secondo il sottogretario Mantovano, quello che a Bari manca non è l'intervento e la presenza delle forze dell'ordine, quanto piuttosto una diffusa reazione di opposizione ai fenomeni criminali da parte dei cittadini, la cosiddetta "antimafia sociale".  "Bari - ha spiegato Mantovano - è una città in cui circolano molto denaro e droga, più che in altre città italiane" ma nel capoluogo pugliese "la reazione sociale rispetto a fenomeni di diffusione di stupefacenti, di racket e di usura non è così forte come altrove".

"Questo - ha chiarito il Sottosegretario - per dire che il lavoro non può essere svolto solo dalle forze di polizia e dall'autorità giudiziaria ma dev'essere svolto da tutti. Chi riceve una richiesta estorsiva deve sapere a chi potersi rivolgere per avere l'affiancamento in fase di denuncia, di aiuto anche psicologico così come avviene con le associazioni e gli sportelli antiracket nel reso del Sud e anche della Puglia".

IL PERICOLO DELLE GIOVANI BANDE CRIMINALI - Dal punto di vista invece delle attività criminali più diffuse in città, a destare maggiore preoccupazione in questo momento è la presenza di bande formate da "giovani leve" della malavita locale, che puntano a conquistare il controllo del territorio anche attraverso "gesta efferate". "Questo - ha rilevato Mantovano - "rende il quadro, in questo momento, più pericoloso per le manifestazioni pubbliche che possono essere omicidi, tentati omicidi, e così via. Il tutto in un quadro che vede, come in tutto il territorio nazionale per ragioni note, le rapine e i furti"

IL SISTEMA DI VIDEOSORVEGLIANZA -Tra gli argomenti affrontati nel corso dell'incontro, anche quello del sistema di videosorveglianza in città, al centro delle polemiche per il suo mancato funzionamento proprio dopo l'omicidio di Alessandro Marzio. "In questo momento - ha ricordato Mantovano - rispetto a 160 telecamere installate ce ne sono una cinquantina non funzionanti. Allora la questione non è moltiplicare gli occhi ma far sì che questi occhi vedano, che trasmettano le immagini, che ci sia una centrale operativa sempre operativa per trattare le immagini e dare una risposta".

 

 

 

 

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