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Regione, Vendola richiama all'ordine gli assessori: "Basta chiacchiere, ora al lavoro"

Il governatore taglia corto su polemiche e malumori: "Abbiamo da occuparci non delle tarantelle ma dei drammi della Puglia e del Sud". Ma la neonata giunta perde già pezzi

Mettere da parte le polemiche e cominciare a lavorare, occupando ciascuno il proprio "posto di combattimento". A quattro giorni dalla nomina della nuova giunta regionale, Vendola cerca di serrare i ranghi  e di smorzare polemiche e malumori all'interno della maggioranza che hanno accompagnato le sue decisioni.

"Ho in mente che gli uomini e le donne della giunta Vendola, quelli che io ho nominato, da domani si mettano a lavoro. Abbiamo - ha spiegato Vendola - da occuparci non delle tarantelle ma dei drammi della Puglia e del Sud. Bisogna lavorare, smettere di chiacchierare, di avere strategie che sono quelle dei corridoi. Bisogna andare nelle postazioni di combattimento e fare la nostra guerra alla povertà ed al sentimento di paura che vivono le famiglie pugliesi". "Il mio interesse -ha chiarito ancora il governatore - è dare alla Puglia le migliori risposte possibili".

Ma la nuova giunta - che dovrà insediarsi ufficialmente il prossimo 18 marzo - continua intanto a perdere pezzi, e rischia di partire già monca. Il primo a mettere in forse la sua adesione alla nuova squadra di governo è stato Antonio Decaro, capogruppo Pd alla Regione e neoeletto deputato.  "Credo che per un assessorato che cumula le competenze di due assessorati ci voglia una persona di particolare freschezza e competenza, come è nel caso di Antonio De Caro", ha detto Vendola di lui spiegando la scelta di nominarlo assessore. Ma Decaro ha fatto sapere che non prenderà alcuna decisione circa l'incarico in Regione (per il quale dovrebbe rinunciare al Parlamento, ndr), senza prima averne discusso con il suo partito, il Pd. Ma ieri il governatore ha dovuto incassare anche un secondo rifiuto: quello di Rosa Stanisci, ex parlamentare Ds ed ex sindaco di San Vito dei Normanni, scelta da Vendola per l'assessorato alle Risorse umane. Stanisci però ha detto di non voler accettare l'incarico "per agevolare il confronto tra le forze politiche di maggioranza". Dietro la sua decisione, infatti, c'è l'invito lanciato ai neoassessori del Pd dal segretario regionale Blasi, che aveva chiesto di sospendere l'adesione alle cariche in attesa che Vendola spiegasse al partito alcune scelte del rimpasto "ritenute poco chiare". Vendola aveva replicato rivendicando l'autonomia delle sue scelte e dicendosi pronto alle dimissioni. Domenica prossima è previsto un incontro tra il governatore e i  vertici del Pd per ceracre di chiarire la situazione.

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